Sicurezza informatica: Italia ancora vulnerabile

Altissime le cifre spese dai Paesi per difendersi dagli hackers

Sicurezza informatica: Italia ancora vulnerabile
Sicurezza informatica: Italia ancora vulnerabile
15/03/2010

Internet è entrato prepotentemente nella nostra vita diventando passatempo, luogo d’affari, mezzo di socializzazione. Difficile resistergli. Quasi tutti, almeno una volta, abbiamo concluso acquisti sul web. Ma non a tutti è andata bene. Un dato di fatto: su internet si risparmiano tempo e denaro. Ma occorre stare attenti, perché la rete pullula di malintenzionati pronti a rubare dati personali come username e password, informazioni bancarie, numeri di carte di credito. Nel mirino degli hacker anche i sistemi di rete che consentono la normale vita di un Paese, le cosiddette infrastrutture critiche, come il trasporto di persone e merci, le reti idriche ed energetiche, le telecomunicazioni, le reti di governo funzionali alla sicurezza nazionale e alla gestione delle emergenze. Lo scenario è allarmante, il conto molto salato. La cosiddetta “Guerra fredda informatica” costa oltre sei milioni di dollari al giorno. L’Italia, in quanto a misure di sicurezza, è ancora molto indietro. Nel Far West dello cyberspazio manca uno sceriffo che riporti l'ordine. Ma se da una parte spetta ai Governi intervenire sulla sicurezza delle reti che coinvolgono le infrastrutture critiche, dall’altra spetta ai comuni cittadini proteggersi da truffe online. La regola è di affidarsi a siti sicuri, a drizzare le antenne durante i pagamenti privilegiando carte prepagate, e soprattutto non rispondere a quelle mail che si accreditano come banche o poste chiedendo di compilare schede con dati personali.

Monica Fabbri

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