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PDCS: una "repubblica futura" che è parte del passato

14 feb 2018
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L’ultimo comunicato di Repubblica Futura (AP+UPR) dimostra ancora una volta la debolezza di chi non sa affrontare i problemi salvo che, se qualcosa non va, affermare che è sempre colpa degli altri.
Non vogliamo scendere in polemiche inutili, perché il Paese ha bisogno di risposte concrete invece che di chiacchiere strumentali.
Siamo certi, infatti, che la cittadinanza non abbia dimenticato come il Paese sia entrato in procedura rafforzata Moneyval proprio nel 2006-2008, quando al Governo c’era AP insieme a PSD e SU (oggi SSD), così come non avrà dimenticato come AP abbia poi riconosciuto nella DC il partner necessario per portare al Paese il cambiamento di cui c’era urgente bisogno.
E siamo altrettanto certi che, chi alle scorse elezioni ha votato Repubblica Futura come scelta alternativa alla Democrazia Cristiana, sta già riconoscendo l’errore di avere girato le spalle all’unico partito che, dal 2009 al 2016, ha guidato due coalizioni riportando San Marino ad una profonda credibilità a livello internazionale, fuori dalla black list italiana e, soprattutto, avviato verso una ripresa economica, come testimoniato dal valore del PIL che ha raggiunto il +2% nel 2016.
Rispetto poi alla situazione di Cassa di Risparmio merita ricordare come la strategia adottata dal 2009 al 2016 sia stata frutto di una profonda condivisione anche con i vertici di Alleanza Popolare allora presenti che, tra l’altro, guidavano le sorti della Banca attraverso esponenti della propria forza politica, nella Fondazione e nel CdA della Banca stessa. E lo stesso si può dire di SSD che vedeva storici esponenti dell’area riformista del PSD nei vertici del più importante istituto bancario sammarinese.
Scelte di “buon senso” e non certo legate ad interessi particolari, come confermato dal fatto di essere state condivise e portate avanti assieme, con il solo intento di tutelare Cassa di Risparmio, al contrario di quanto fatto in quest’ultimo anno dall’attuale coalizione al governo, per ragioni ancora da dimostrare, creando una fortissima instabilità del nostro sistema bancario e conseguenze economiche che coinvolgeranno anche le future generazioni.
Anche rispetto a quelle “verità” che stanno emergendo sulle situazioni problematiche del passato, il PDCS desidera ricordare che il potenziamento e l’autonomia del Tribunale è stata fortemente voluta dalla scorso governo, di cui la Democrazia Cristiana aveva anche la delega alla Giustizia, contribuendo a rafforzarne l’organico e gli strumenti per le indagini.
A questo proposito, stupisce vedere come, proprio coloro che si sono sempre proposti come i paladini della giustizia, oggi non abbiano il coraggio di chiedere con forza che indagini e procedimenti in corso, che interessano soggetti appartenenti alle istituzioni ed allo stesso Tribunale, vengano portati avanti con celerità, al fine di fare davvero chiarezza su questioni di estrema importanza per il Paese.
L’auspicio è che, quei “pochi” che negli anni novanta contestarono una DC che ritenevano essere succube del potere, oggi non siano loro stessi succubi di quello stesso potere economico che, apparentemente, ha condizionato, in quest’ultimo anno, i vertici di Banca Centrale, quelli di Cassa di Risparmio e, ci auguriamo, non cerchi di condizionare il Tribunale, che negli ultimi 4 anni aveva finalmente raggiunto una propria autonomia dalla politica.
Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese continuerà a fare la propria parte al servizio del Paese, creando occasioni di vero dialogo con le forze politiche, con le componenti sociali ed economiche e con il mondo dell’associazionismo, perché solo assieme si può riprendere quel percorso positivo che aveva visto crescere San Marino nelle ultime due legislature e che, quest’anno, è stato interrotto con grave danno per la collettività. Noi ci siamo.

Comunicato stampa

PDCS

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