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10 febbraio 2005: viene istituita la 'Giornata del ricordo' per le vittime delle Foibe

10 feb 2018
Foibe
Foibe
13 anni fa il Parlamento italiano ha deciso di recuperare ad un oblio durato anni, dedicando il “Giorno del Ricordo” ai morti nelle cavità carsiche. In questi pozzi naturali infatti furono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani fra il '43 e il '47. La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. La violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l'istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. È una carneficina che testimonia l'odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito. Nel febbraio del 1947 l'Istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia. Trecentocinquantamila persone si trasformano in esuli.

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