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24 luglio 1911: la “scoperta” di Machu Picchu

24 lug 2018
Machu Picchu
Machu Picchu
Fu Hiram Bingham, archeologo ed esploratore statunitense, a riportare alla luce una delle sette meraviglie del mondo moderno, scrigno dell'antica civiltà Inca che, tra il 1200 e il 1500, costruì un grande impero nella regione andina, compresa tra Cile, Colombia, Ecuador e Perù. Una spedizione su un crinale roccioso del Perù organizzata dall'Università di Yale, dove Bingham presiedeva la cattedra di Storia Sudamericana, diede i suoi frutti il 24 luglio 1911: nella valle peruviana dell'Urubamba, a 2.430 metri di altitudine sul mare, venne scoperto il sito archeologico di Machu Picchu. La sensazionale scoperta, esaltata da un fotoreportage sulla celebre rivista National Geographic, affascinò il mondo intero e diede inizio alla fortuna turistica dell'area, inclusa nel 1983 tra i Patrimoni dell'umanità tutelati dall'UNESCO.

Lo scopo per il quale venne costruita rimane ancora un mistero, anche se vi sono varie teorie. La prima, che gli venne in mente a Bingham nel 1911 quando alcuni contadini del luogo lo accompagnarono sul sito, è che fosse la culla della società Inca. In seguito Bingham modificò la sua ipotesi, suggerendo invece che il sito fosse la leggendaria "città perduta” di Vilcabamba la Vieja, dove gli ultimi sovrani indipendenti Inca nel XVI secolo misero in atto una prolungata controffensiva nei confronti dei conquistadores spagnoli. Bingham però aveva torto in entrambi i casi. Oggi gli archeologi sanno che il vero "ultimo rifugio” era in realtà Espíritu Pampa, situato nella foresta a circa 130 chilometri a ovest della capitale inca Cusco. Gli scavi condotti dopo il 1960 e i rilevamenti cartografici effettuati negli anni Ottanta da Vincent Lee rivelarono però che Espíritu Pampa era ben più grande di quanto avesse immaginato Bingham che aveva visitato il sito sempre nel 1911. "Abbiamo scoperto che la città era composta da 400-500 edifici... Bingham ne aveva visti solo 20", scrisse Lee.

Altri studiosi hanno ipotizzato che gli Inca, quando costruirono Machu Picchu, erano guidati da uno scopo più spirituale. Nel 2009 uno studio di Giulio Magli, un astrofisico del Politecnico di Milano, ipotizzava che il sito fosse una versione in scala ridotta del paesaggio mitologico della religione inca. Secondo Magli, Machu Picchu era un sito di pellegrinaggio dove i fedeli potevano rivivere simbolicamente l'arduo viaggio compiuto dai loro antenati. Viaggio che iniziava nel lago Titicaca in Bolivia e continuava sotto terra prima di riemergere in un luogo vicino Cusco.