Nella puntata di questa sera de “Il Colibrì”, in onda alle ore 21.00 su San Marino RTV – canale 550 del digitale terrestre –, Giovanni Terzi incontra Maurice Bignami e Sergio D’Elia, ex militanti di Prima Linea, organizzazione armata terroristica di estrema sinistra.
Una riflessione a tutto tondo sulla dicotomia tra potere e utopie negli anni della lotta armata. Maurice Bignami, oggi scrittore, afferma che “le utopie vanno maneggiate con grande cautela. Noi abbiamo fatto i ‘macelli’ peggiori. Abbiamo usato la forza, affinché alcuni processi accelerassero. Siamo gli epigoni di una lunga storia che è quella dell’utopia rivoluzionaria, ma abbiamo avuto la straordinaria fortuna di venirne fuori in maniera consapevole. E lì il carcere è stato fantastico”.
“Prigioniero politico” per 20 anni, “un tempo più che accettabile – dice Bignami - per le responsabilità che ho avuto”, racconta la sua conversione al cattolicesimo, avvenuta in cella, grazie al Cappellano di Torino e alla lettura de “I promessi sposi” del Manzoni. “Ero già uscito da Prima Linea, da lì è iniziata la mia rinascita, l’autonomia da tutti i poteri e i contropoteri grazie alla parola di Cristo”. Sugli errori commessi, Bignami risponde così: “Ci dispiace di aver fatto la lotta armata, ma ancora di più di non aver fatto la democrazia. Noi siamo la generazione politica che ha bruciato l’ultima rivoluzione”.
Giovanni Terzi ripercorre, poi, con Sergio D’Elia, politico e fondatore dell’associazione Nessuno tocchi Caino, la consegna simbolica di Prima Linea al Partito Radicale, dopo l’avvenuta presa di coscienza e un percorso di ricostruzione interiore fondato su basi rinnovate, con all’apice “l’educazione al sentimento”. “Fu uno dei momenti più belli della mia vita, dal valore simbolico e politico straordinario” – ricorda D’Elia, allora uscito dal carcere di Rebibbia, con un permesso speciale, proprio per parlare durante il congresso del 1987. Dal podio, si rivolse a Marco Pannella, Enzo Tortora e a tutto il popolo dei Radicali, il partito della non-violenza per antonomasia, “fuori da ogni tipo di gioco di potere. Per tanti di noi – aggiunge Bignami - è stata l’apoteosi di un percorso. Un momento di pacificazione e riconciliazione nazionale”.
Ospite di puntata anche l’avvocato vaticanista e scrittrice Laura Sgrò che ha ripercorso con Giovanni Terzi il caso Estermann, ovvero il triplice omicidio avvenuto il 4 maggio 1998 nella Città del Vaticano. Le vittime furono il comandante della Guardia Svizzera Pontificia Alois Estermann, sua moglie Gladys Meza Romero e il vicecaporale Cédric Tornay. La ricostruzione fornita dalle autorità vaticane stabilì che si trattava di omicidio-suicidio, il cui autore sarebbe stato Cédric Tornay che, dopo aver sparato ai due coniugi, si sarebbe tolto la vita: un’ipotesi ripetutamente contestata dalla madre del giovane vicecaporale. L’avvocata Sgrò, legale della famiglia Tornay, denuncia cosa non torna: “Un iter giudiziario incredibilmente veloce”, che non avrebbe lasciato spazio ad altre risultanze. “Il Vaticano non si fece aiutare nelle indagini dalle autorità giudiziarie italiane, - riporta - la Polizia non venne coinvolta, anche l’autopsia fu eseguita alla svelta”. Solo nel 2019, per Sgrò la possibilità di accedere al fascicolo, ma senza poterne estrarre copia. Ancora oggi, dopo quasi 30 anni, gli atti restano inaccessibili alla madre di Tornay, “una follia” – accusa l’avvocata, convinta tuttora che il caso si possa riaprire, “perché non è stato trattato in maniera adeguata”.
Accenni anche al caso Emanuela Orlandi, con un pensiero rivolto alla famiglia, oggetto di attacchi da parte di alcuni organi di stampa: “Lanciare accuse ad una famiglia che cerca un proprio congiunto da 42 anni, per loro quasi un ergastolo ostativo, io lo trovo davvero vergognoso. Vanno bene tutte le piste, purché – aggiunge Laura Sgrò, legale della famiglia – approfondite e nel rispetto dei familiari che sono le vittime”. “Ho paura che Emanuela sia morta – conclude - ma capisco Pietro nella ricerca della sorella”.
Il programma “Il Colibrì – Spazio di libertà” è di Giovanni Terzi, Simona Ventura, Francesco Mazza, Danila Lostumbo.
In redazione Claudia Ruggeri, Martina Trujillo.
Direttore di produzione Matteo Bravi. Regia di Eleonora Pozzi