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A San Marino apre oggi la stagione venatoria

Respinta la richiesta dell’APAS di posticipare l’inizio delle attività a causa della siccità e dello stato di emergenza idrica. Dalle 6 nel mirino delle doppiette la selvaggina migratoria da appostamento

1 set 2026

Doppiette cariche sul Titano: oggi prende ufficialmente il via la stagione venatoria 2026-2027 nella Repubblica di San Marino. Le prime giornate - 2, 5, 9, 13 e 16 settembre - saranno dedicate esclusivamente alla selvaggina migratoria da appostamento, dalle 6 alle 12 e dalle 16 alle 19.30. L'apertura generale scatterà invece il 20 settembre a partire dalle 7.

Per tutta la stagione resta vietata l'attività venatoria il martedì e il venerdì. Sono complessivamente 40 le specie tra uccelli e mammiferi inserite nel calendario venatorio approvato con Decreto nei giorni scorsi. Già da oggi potranno essere cacciate, tra le altre, tortora dal collare, tortora selvatica, ghiandaia, gazza, cornacchia grigia, storno, merlo, colombaccio e piccione torraiolo. Dal 20 settembre si allargherà poi il numero delle specie cacciabili, mentre dal 28 ottobre al 27 gennaio sarà consentita, il mercoledì e il sabato, la caccia collettiva al cinghiale. Dal 15 marzo al 15 agosto 2027 sarà invece possibile la caccia di selezione all'ungulato.

Come già nel 2025 resta chiusa la caccia alla starna. Il calendario disciplina anche i carnieri giornalieri: tra i limiti previsti figurano due fagiani oppure un fagiano e una lepre, trenta capi complessivi di selvaggina migratoria con soglie per singola specie e due beccacce. La principale novità riguarda però gli appostamenti temporanei. Da questa stagione è vietato "segnare in qualsiasi modo e con qualunque mezzo" il luogo nel quale si intende allestire la postazione. Non sarà quindi più possibile "prenotare" un appostamento lasciando segni o oggetti sul posto: ogni giorno potrà utilizzarlo il cacciatore che arriverà per primo.

Il decreto impone inoltre, al termine di ogni giornata, di riportare sul tesserino il numero di capi abbattuti per ciascuna specie. Il documento dovrà essere riconsegnato alla FederCaccia entro il primo marzo 2027.

È quindi caduta nel vuoto la richiesta avanzata dall’APAS di posticipare l’apertura della stagione venatoria a causa della siccità e delle elevate temperature. L’associazione aveva presentato un’istanza all’Osservatorio della Fauna Selvatica e relativi Habitat, richiamando anche lo stato di emergenza idrica dichiarato nella Repubblica dal 10 agosto e chiedendo una rivalutazione della data del 2 settembre. Secondo APAS, le condizioni ambientali eccezionali e la riduzione delle risorse idriche e alimentari rappresentano già un forte elemento di pressione sulla fauna selvatica, al quale sarebbe stato opportuno non aggiungere, almeno in questa fase, quello dell’attività venatoria.





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