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"A San Marino le persone con disabilità sono ancora percepite come un peso, una tassa"

L'amaro bilancio del 2025 di Attiva-Mente: "La proposta di legge sull’inclusione nel mondo del lavoro non ha ancora visto la luce"

28 dic 2025
"A San Marino le persone con disabilità sono ancora percepite come un peso, una tassa"

L’associazione Attiva-Mente traccia un bilancio impietoso sullo stato dei diritti nel Paese, a quasi due decenni dalla ratifica della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD). Nel tradizionale comunicato di fine anno, l’organizzazione evidenzia come, nonostante San Marino abbia aderito alla CRPD oltre 18 anni fa, “le persone con disabilità sono ancora percepite come un peso, una tassa, una voce di spesa da contenere, non come cittadini titolari di diritti alla stregua di chiunque altro”. Secondo Attiva-Mente, questo sguardo culturale di fondo – basato su un modello medico-assistenzialista piuttosto che sui diritti umani – ha impedito l’effettiva attuazione delle norme internazionali nel tessuto politico e amministrativo locale.

Il comunicato sottolinea come le buone intenzioni e le dichiarazioni di principio non si siano tradotte in risultati concreti. Il lungo iter di una norma sull’inclusione lavorativa, avviato oltre dieci anni fa, è rimasto senza esito, e strumenti fondamentali come il Progetto di Vita Individualizzato (PIV) non sono entrati in vigore, pur essendo citati nei dibattiti pubblici. “Nessuna legge, pur animata da impegno e volontà, può davvero cambiare le cose se persiste questo impianto culturale”, afferma l’associazione.

Attiva-Mente denuncia inoltre la mancanza di accessibilità reale, l’arbitrarietà nell’erogazione di servizi e risorse, e l’assenza di una visione unitaria che renda effettivi i diritti sanciti dalla CRPD. “Cambiare paradigma non è un vezzo: per gli Stati Parte è un dovere costituzionale, democratico e umano”, scrive l’associazione, auspicando una nuova stagione di impegno da parte delle istituzioni. L'associazione chiude con un appello a mettere al centro delle politiche pubbliche la persona con disabilità, i suoi bisogni e le sue aspirazioni, per superare “la retorica dei diritti” e trasformarla in diritti reali per tutti.





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