San Marino si conferma terra di accoglienza. Dopo il permesso di soggiorno provvisorio per i cittadini ucraini concesso dopo lo scoppio della guerra con la Russia, misure analoghe sono allo studio per l’accoglienza di famiglie palestinesi in fuga dalla crisi umanitaria.
Se ne è discusso ieri in Commissione Affari Esteri, con il Segretario di Stato, Luca Beccari, che ha ripercorso il lavoro svolto a partire dal marzo 2022, quando San Marino ha attivato un sistema straordinario di sostegno ai cittadini ucraini. "Abbiamo dato accoglienza complessivamente a 450 persone – ha ricordato – con picchi di circa 350 persone presenti contemporaneamente sul territorio, garantendo permesso di soggiorno provvisorio, accesso al lavoro senza limiti, assistenza sanitaria gratuita, diritto allo studio e contributi tramite SMAC Card".
Oggi i titolari di permesso provvisorio sono 86, distribuiti in 45 nuclei familiari. Beccari ha annunciato l’intenzione del Governo di confermare il permesso anche per tutto il 2026, ma con alcuni adeguamenti: "Vogliamo rinnovare le stesse condizioni, ma eliminare l’erogazione del contributo mensile sulla SMAC. Riteniamo sia corretto accompagnare queste persone verso forme di autosostentamento". Il Segretario ha inoltre sottolineato la necessità di riportare la gestione da un regime di straordinarietà a uno più ordinario, tenendo conto del limite strutturale principale: "San Marino non ha strutture dedicate all’accoglienza. Finora abbiamo fatto molto grazie alla disponibilità di famiglie, Caritas e associazioni".
Il dibattito si è poi concentrato sulla possibile estensione del modello anche ai profughi palestinesi. "C’è un orientamento di massima positivo – ha affermato Beccari – ma dobbiamo definire criteri chiari: quante persone possiamo accogliere e con quali modalità". La proposta avanzata dal Segretario prevede di modificare l’attuale decreto, includendo anche i palestinesi e fissando una quota iniziale di circa 40 persone. "Il permesso – ha precisato – sarebbe subordinato alla preventiva disponibilità di un alloggio messa a disposizione da un sammarinese, come avvenuto per gli ucraini. Possiamo garantire permesso speciale, accesso alle scuole, assistenza sanitaria e permesso di lavoro, esattamente come fatto finora".
Dalla Commissione sono arrivati apprezzamenti e osservazioni. Dall'opposizione Nicola Renzi (RF) ha definito l’accoglienza "un atto di grande civiltà", precisando che occorre "commisurare gli impegni alle reali capacità del Paese". Antonella Mularoni (RF) ha chiesto chiarezza organizzativa: "Non possiamo dire di accogliere famiglie e poi non riuscire a garantire neppure un alloggio. Serve una proposta concreta". Fabio Righi (D-ML) ha avvertito della necessità di "una strategia chiara per non creare precedenti non gestiti", richiamando anche "l’attenzione dovuta alla complessità del contesto palestinese". Matteo Zeppa (Rete) ha sollecitato coerenza: "C’è un ordine del giorno votato all’unanimità. San Marino ha il dovere morale di intervenire, come ha fatto con l’Ucraina".
Dalla maggioranza Maria Luisa Berti (AR) ha richiamato "il valore dell’immagine che San Marino offre all’esterno" e suggerito di attivare canali umanitari noti come quello di "padre Ibrahim, figura di equilibrio e riferimento in Terra Santa". Manuel Ciavatta (PDCS) ha invitato a "mantenere il dialogo con entrambe le parti, senza interrompere canali diplomatici". Gerardo Giovagnoli (PSD) ha suggerito di considerare anche "forme di sostegno indiretto, tramite programmi sanitari o umanitari in altri Paesi più attrezzati". La Commissione ha condiviso l’impostazione del Segretario, rimandando al decreto governativo — che sarà poi sottoposto a ratifica — la formalizzazione delle misure.
In chiusura Beccari ha informato che già nel prossimo Consiglio Grande e Generale sarà portato in ratifica il riconoscimento dello stato palestinese e lo stabilimento delle relazioni ufficiali.