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Accordo con Emilia Romagna sulla gestione dei rifiuti urbani e speciali. Ecco cosa prevede

4 mag 2019
Rifiuti a San Marino
Rifiuti a San Marino

Il nuovo Accordo, sottoscritto con la Regione Emilia-Romagna ad ottobre, sostituisce quello del 2011, “consentendo un margine di tranquillità – spiega il Segretario Augusto Michelotti - per programmare la gestione dei rifiuti urbani e speciali dei prossimi anni”. Ha infatti durata quinquennale, prorogabile per ulteriori cinque.

San Marino si impegna a garantire l'omogeneità nella classificazione e nell'identificazione dei rifiuti in linea con il Catalogo Europeo; la tracciabilità della gestione dalla produzione alla raccolta; l’aggiornamento del proprio Piano di Gestione e il rispetto dei limiti quantitativi concordati. Il nostro paese resta garante degli aspetti contabili e gestionali inerenti a tutte le spedizioni di rifiuti prodotti sul territorio e dovrà fornire all'Emilia Romagna una relazione semestrale sui quantitativi esportati. L’accordo prevede un massimo di 62.000 tonnellate di rifiuti annui, di cui 11.000 destinate a smaltimento, 13.000 di rifiuti urbani indifferenziati, 38.000 di quelli destinati a recupero. Entrambe le parti possono richiedere che vengano apportate modifiche ai quantitativi annui, nel limite massimo del 20% del totale e tenuto conto della disponibilità degli impianti di oltre confine.

Viene inoltre precisato che dall'attuazione dell'accordo non deriverà alcun onere finanziario per le parti che potranno recedere in caso non vengano rispettati gli impegni assunti. Al netto delle polemiche sulla dipendenza di San Marino dai territori limitrofi, un dato di fatto: “Non possiamo essere autosufficienti” – dice Michelotti - “Siamo troppo piccoli per poterci permettere un termovalorizzatore”, ipotesi che non gli piace. “L'accordo va fatto. Dobbiamo essere grati – dice – all'Emilia-Romagna”. La produzione di rifiuti indifferenziati – precisa il Segretario - è calata. L'aumento delle tonnellate nasce per evitare alle aziende di richiedere, ogni sei mesi, nuove autorizzazioni. “Ad 8 mila tonnellate – precisa - non si arriva mai”.

La raccolta differenziata rimane un punto dolente. La politica sammarinese si interroga sull'obiettivo – ancora lontano - del 70% entro il 2020. Ad oggi siamo fermi al 40%. Per qualcuno, come Matteo Zeppa, è una chimera mentre per il Segretario Michelotti si può fare, basta volerlo. “Ci mancano i tre Castelli più grandi che ci daranno – dice - i risultati maggiori”.