L'adozione può essere un percorso faticoso che permette comunque di fare festa, grazie all'impegno dei genitori adottivi e alla collaborazione con istituzioni e associazioni. È questo uno dei messaggi più importanti che è emerso dalla serata pubblica organizzata dall’Associazione Famiglie Adottive e Affidatarie Sammarinese insieme all'associazione “I colori dell'adozione” di Rimini.
Nella sala del centro sociale di Dogana, attivisti, genitori adottivi e figli si sono confrontati a cuore aperto raccontando le proprie storie, di amore, di difficoltà, di paure e soddisfazioni. Un percorso, quello dell'adozione, che è per sua natura sfidante. In primis perché al centro ci sono minori che molto spesso hanno lingue e culture differenti dalla nostra. Se si aggiungono poi traumi, psicologici o fisici, diventa ancora più delicato riuscire a gestire l'inserimento nella società.
Ma l'amore, la preparazione e la solidarietà possono superare queste difficoltà, come hanno testimoniato i partecipanti e la psicologa Laura Corbelli, ospite dell'evento. Anche per questo - ha detto il Presidente Afaas Riccardo Guerra - l’adozione non è solo un fatto privato ma richiede un intero villaggio, composto da istituzioni, servizi, comunità. “Per questo assunto - ha aggiunto Guerra - abbiamo sempre lottato senza arrenderci mai, nonostante le difficoltà incontrate”. Tra le parole condivise più significative c'è “restare”, come grande bisogno dei figli adottati. Ai loro genitori il compito di diventare quel punto fisso, presente e futuro.