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Alta tensione a Fiorentino per la protesta anti-caccia: c'erano anche sei attivisti italiani

Il cane di un cacciatore aveva un collare apparentemente elettrico che è stato consegnato alla Guardia di Rocca per accertamenti e l'eventuale sanzione. La Federcaccia valuta azioni legali a tutela dei tesserati

di Luca Salvatori
27 ott 2019
Francesca Verducci e sei attivisti del movimento italiano anti-cacciaAlta tensione a Fiorentino per la protesta anti-caccia: oggi c'erano anche sei attivisti italiani
Alta tensione a Fiorentino per la protesta anti-caccia: oggi c'erano anche sei attivisti italiani

Prosegue a Fiorentino la protesta anti-caccia promossa da Francesca Verducci. Domenica nuove azioni di disturbo venatorio. La Federcaccia valuta le vie legali.

Fin dalle 6,30, nella zona adiacente alla sua abitazione, Francesca Romana Verducci ha nuovamente messo in atto azioni di disturbo venatorio per allontanare cacciatori e selvaggina: coperchi di pentole sbattuti uno con l'altro e slogan anti caccia. A darle man forte, sei attivisti del movimento italiano anti-caccia.

Durante la mattinata la tensione è salita e sul posto sono intervenute la Guardia Ecologica e la Guardia di Rocca. Ad ogni modo “alle 12:30 – dichiara Verducci – tutta la zona è stata 'bonificata' dai cacciatori ma la protesta continuerà con l'obiettivo di coinvolgere altri sammarinesi con lo stesso problema e anche con il supporto dei gruppi anti-caccia italiani ”.

Durante il sopralluogo la Guardia Ecologica, su sollecitazione degli attivisti, ha notato che il cane di un cacciatore aveva un collare apparentemente elettrico, espressamente vietato dalla legge. Il cacciatore l'ha consegnato spontaneamente. Domani l'oggetto sarà esaminato da chi di competenza e se si tratta effettivamente di un collare elettrico il cacciatore verrà multato.

Sul posto, durante la protesta, era presente anche il Presidente della Federcaccia Pier Marino Canti che riferisce di azioni e atti fuori luogo da parte degli attivisti anti-caccia. “Ho convinto i miei tesserati ad andarsene – afferma – e a non rispondere alle provocazioni verbali. Io stesso sono stato qualificato come un assassino oltre ad epiteti e offese di ogni genere. Stiamo valutando - precisa Canti - l'attivazione di azioni legali a nostra tutela. Esercitiamo l'attività venatoria così come è prevista dalla legge. Ci vuole buonsenso ma se la protesta va avanti in questo modo e portano altri attivisti da fuori – conclude - ci metto 30 secondi a portare anch'io 200 cacciatori”.