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Anestesia epidurale durante il parto, l'Iss istituisce gruppo di lavoro

Il Comitato Esecutivo chiede un'analisi e una "ricognizione dei requisiti organizzativi necessari all'attivazione del servizio di Partoanalgesia" sul Titano. Nel marzo 2024 il Consiglio diede l'ok all'istanza d'Arengo, la terza in 15 anni

di Davide Giardi
10 nov 2025

Il tema è al centro di richieste e di battaglie da molti anni: avere la possibilità, anche nell'ospedale di San Marino, di avere accesso all'uso dell'anestesia epidurale durante il parto. Dopo due Istanze d'Arengo presentate e bocciate dal Consiglio nel 2011 e nel 2015, nel marzo 2024 è arrivato il sì all'unanimità da parte dell'Aula con il parere positivo del governo. A novembre 2024 il Segretario alla Sanità Mularoni riferì in Commissione che, "nonostante le numerose difficoltà ad effettuare l’attività di anestesia peridurale durante il parto, a causa della carenza di personale specialistico assegnato alle UO coinvolte, in particolare Anestesia e Terapia intensiva e UOC Ginecologia e Ostetricia, come da nota del Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie del 21 agosto 2024, il Direttore Generale sta predisponendo tutti gli adempimenti necessari all’attivazione del servizio".

Il nuovo Comitato Esecutivo dell'ISS, entrato in carica a giugno di quest'anno, non ha perso tempo e il 17 settembre ha creato il gruppo di progetto "Partoanalgesia" finalizzato - come riporta la delibera che lo istituisce - "all'analisi e alla ricognizione dei requisiti organizzativi necessari all'attivazione del servizio di Partoanalgesia presso l'Istituto per la Sicurezza Sociale, nel pieno rispetto di quanto previsto dalle Linee Guida internazionali".

Ne fanno parte il Dr. Alessandro Bertolini, Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie e Responsabile del gruppo, il Dr. Gabriele Donati, Direttore del Dipartimento Ospedaliero, il Dr. Antonio Lo Re, Direttore UOC Ginecologia e Ostetricia, il Dr. Paolo Barbieri, Direttore f.f. UOC Anestesia, Terapia Intensiva e Semintensiva, il Dott. Andrea Ugolini, Ufficio Coordinatore delle Professioni Sanitarie, Socio-Sanitarie e CCSA e la Dott.ssa Sara Pagliarani, Ufficio Governo Clinico, Qualità e Gestione del Rischio.

Nella delibera istitutiva, il CE dell'Iss spiega che "a livello internazionale, la partoanalgesia è unanimemente riconosciuta come un servizio sanitario essenziale, la cui disponibilità e accessibilità rappresentano un requisito fondamentale per assicurare un'assistenza al parto sicura e senza dolore". Inoltre sottolinea che "il dato epidemiologico di tendenza, ricavato da fonti e studi internazionali", evidenzia "un crescente numero di donne che manifestano la volontà di accedere all'anestesia peridurale durante il parto, con un incremento costante della domanda di accesso a tale servizio".

Viene ancora spiegato che le attività del gruppo "saranno calendarizzate tramite incontri periodici dei membri del gruppo, calendarizzati dal Responsabile, che potrà altresì avvalersi dei singoli membri del gruppo per le attività specifiche di rispettiva competenza".

Al centro della questione c'è l'organizzazione degli anestesisti in grado di eseguire la procedura. Per questo, nell'ordine del giorno approvato nel giugno 2015, si dava mandato al Governo di verificare "se sussista un'effettiva sostenibilità di tale servizio per il nostro Istituto Sanitario, individuando le esigenze organizzative necessarie per garantire il servizio, sia in riferimento alla opzione 24 ore su 24, che su un arco temporale più limitato". Inoltre, dava mandato al Governo di "verificare la possibilità di stipulare convenzioni con strutture sanitarie limitrofe, al fine di rispondere positivamente alle richieste di coloro che richiedono di partorire con l'ausilio dell'assistenza antalgica, valutando in questo caso quali possano essere gli effetti che tale scelta potrà avere sul reparto di Ginecologia ed Ostetricia, con la potenziale diminuzione dei parti in territorio, compatibilmente comunque con le esigenze dell'utenza". Ora l'opzione di mandare le partorienti fuori confine sembra accantonata in favore di una riorganizzazione interna del servizio.

I firmatari dell'Istanza d'Arengo approvata nel 2024, sottolineavano che "ogni donna dovrebbe poter scegliere in libertà se ricorrere all'anestesia epidurale durante il parto, in base ad un'informazione corretta sui vantaggi e rischi. Non si chiede quindi di imporre un obbligo ma di offrire una possibilità che ci si aspetterebbe da un paese moderno e civile". Una possibilità che potrebbe arrivare a breve.





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