Una delle novità della nuova legge sulla Pianificazione strategica territoriale illustrata durante la serata pubblica di lunedì sera riguarda la funzione abitativa collettiva di alcune aree. Come spiegato dall'architetto Lorenzo Battistini della segreteria di Stato per il Territorio, si tratta di un nuovo modello abitativo in grado di intercettare, "oltre alla domanda abitativa, le esigenze di alcune categorie" tra le quali i giovani, gli anziani, le persone con disabilità. "È una progettualità - ha detto l'architetto - che è inserita in un processo più ampio di riqualificazione dei tessuti urbani".
Nel concreto, il progetto prevede di introdurre la funzione abitativa collettiva in aree già edificabili o dedicate ai servizi, su aree private e in quelle di proprietà pubblica. "Questa scelta - ha detto Battistini - è coerente con l'idea di limitare il consumo di suolo e non comporta costi pubblici". Infatti lo Stato metterà a disposizione i terreni individuati sui quali, con bando pubblico, verranno individuati i soggetti ammessi alla comunità abitativa e infine ci sarà un accordo convenzionale tra lo Stato e questi soggetti che sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio Grande e Generale.
Tre le tipologie di costruzione previste: il cohousing, lo studentato e le comunità abitative. "Il cohousing - ha illustrato l'architetto della Segreteria al Territorio - è un modello abitativo che abbina degli spazi privati a spazi condivisi, i quali favoriscono un senso di comunità da chi ci vive". Tra gli spazi comuni previsti ci sono cucina, lavanderia, spazi ricreativi, sale lettura, aree relax, pertinenze esterne, aree verdi, piccoli orti urbani. "Guardando quello che accade in altre realtà - ha aggiunto Battistini - poi si possono abbinare anche l'offerta di servizi. Per far degli esempi anche qui micronido, gruppi di acquisto solidale, car e bikes sharing".
Lo studentato "consente di favorire il recupero di edifici esistenti anche con delle partnership tra pubblico e privato", è stato spiegato. L'obiettivo è rispondere alle esigenze degli studenti dell'Università di San Marino che negli ultimi anni sono aumentati notevolmente.
Infine ci sono le comunità abitative "che prevedono delle tipologie edilizie tradizionali - è stato spiegato - tipo case in linea, case a schiera, complessi residenziali, non le villette unifamiliari, dedicate a un numero variabile di nuclei familiari. Non parliamo di edilizia popolare" ha assicurato Battistini, ma di "alloggi di qualità medio-alta" che possono avere negli spazi comuni piscine, spazi di incontro ricreativi, area fitness.
Come indicato nella bozza di legge, ci sono diversi paletti da rispettare. Nel caso del co-housing la legge impone che almeno il 30% della superficie utile netta complessiva sia destinata a spazi comuni, come sale polifunzionali, servizi condivisi, aree verdi e spazi per attività collettive, con l’obbligo di accessibilità universale e un vincolo di mantenimento della funzione per 15 anni, per evitare trasformazioni speculative. Gli studentati devono prevedere un minimo di 10 posti letto, camere singole di almeno 11 mq e doppie di 18 mq, servizi igienici dedicati o condivisi secondo standard minimi, spazi comuni per studio, socialità e servizi, e sono soggetti a un vincolo di destinazione di 10 anni.
Le comunità abitative, realizzabili ad esclusione dei centri storici, prevedono alloggi con superficie compresa tra 60 e 140 mq, un vincolo di destinazione di 25 anni e un divieto di alienazione per i primi 10 anni. Nel caso l'immobile venga realizzato su arre pubbliche, dopo il bando gli edifici dovranno essere completati entro 48 mesi e previso un piano di gestione delle parti comuni.
A sostegno di questi interventi la legge introduce incentivi economici mirati, tra cui una riduzione del 25% dell’imposta monofase sui materiali da costruzione, raddoppiata in caso di recupero di edifici esistenti, orientando chiaramente la Funzione Abitativa Collettiva verso la rigenerazione urbana. Gli incentivi sono previsti se realizzati entro tre anni dall’entrata in vigore della Legge.
Nella serata pubblica sono state quindi illustrate sette aree pubbliche già individuate per ospitare potenzialmente questi progetti. Tutte non si trovano volutamente nei Castelli principali. "Un altro degli obiettivi che si pone questa legge - ha spiegato Battistini - è quella di andare a ripopolare i Castelli periferici e quindi, mantenendo in mano allo Stato la scelta delle aree dove possono nascere le comunità abitative, si va incontro a questo tipo di esigenza".
La prima area è in via del Progresso a Montegiardino dove c'è un'area pubblica ad intervento diretto. Poi c'è un edificio pericolante che sarebbe da ricostruire vicino ad Agrizoo a Paderna. A Faetano il lotto è in zona piano particolareggiato in strada Campo del Fiume, la via che conduce all'area industriale di Ca' Chiavello.