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Attiva-mente: "Il Protocollo di Oviedo si ferma, una vittoria attesa da anni"

L'Assemblea del Consiglio d'Europa contraria a collocamento e trattamento coercitivi delle persone nell' assistenza sanitaria mentale

3 feb 2026

ll Consiglio d’Europa – organizzazione internazionale con il compito di salvaguardare i diritti umani – si è espresso tramite l’Assemblea sul testo del protocollo aggiuntivo alla Convenzione sui diritti umani e la biomedicina. Datata 1997 e nota come Convenzione di Oviedo, è stata il primo strumento giuridico internazionale al mondo vincolante su questi temi; l’esempio più eclatante del suo utilizzo è il divieto di clonazione degli esseri umani. Un dibattito molto critico che va avanti da anni e che trova una indicazione internazionale. 

L'Assemblea parlamentare del Consiglio ha dichiarato all'unanimità di essere contraria a una nuova bozza di protocollo sul collocamento e il trattamento coercitivi delle persone nei servizi di assistenza sanitaria mentale, sottolineando che ciò "renderebbe più difficile abolire le pratiche coercitive" in tali contesti.

L'Assemblea era stata incaricata dall'organo esecutivo dell'organizzazione, il Comitato dei Ministri. Approvando un parere basato su una relazione della parlamentare spagnola Carmen Leyte, l’Assemblea ha riconosciuto la necessità di fornire un quadro per “misure eccezionali di ultima istanza” per curare le persone in questa situazione.

Tuttavia, ha invitato il Comitato dei Ministri a "considerare la possibilità di procedere tramite uno strumento più flessibile di un protocollo, ad esempio una raccomandazione. Tale raccomandazione dovrebbe essere pienamente in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, i suoi commenti generali e le sue linee guida".

Il testo delle Nazioni Unite è già stato ratificato da tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa e incarna un "cambiamento di paradigma" verso il rispetto dell'autonomia delle persone in questa situazione, hanno sottolineato i parlamentari.

"Il Protocollo di Oviedo si ferma, una vittoria attesa da anni - commenta Attivamente in una nota -. È una decisione che afferma un principio semplice ma fondamentale: i diritti umani non possono essere compressi, aggirati o reinterpretati in nome di presunte “tutele” che rischiano di legittimare discriminazioni strutturali"- sottolinea l'associazione - che rimarca come "senza questo nostro agire ostinato e continuativo, a San Marino questa lunga e complessa vicenda sarebbe probabilmente rimasta del tutto sconosciuta all’opinione pubblica. Un paradosso che stride apertamente con il principio, spesso richiamato ma raramente praticato, del “Nulla su di noi senza di noi”.






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