Attiva-Mente sceglie il 28 luglio per mandare il suo messaggio: "Dove sono finite le promesse sulla vita indipendente?" si chiede l'associazione che ricorda come un'istanza d'arrengo per il riconoscimento di questo diritto sia stata respinta.
"La disabilità in generale è proprio scomparsa totalmente dai radar della politica, almeno così appare - commenta Mirko Tomassoni, presidente Attiva-Mente -. Le associazioni che tutelano le persone con disabilità molto significative e gravi, si chiedono: quale è il diritto di morire se prima non si garantisce il diritto a vivere? Libertà è anche avere la libertà per tutto il corso della vita, dall'inizio alla fine, soprattutto quando non c'è più speranza".
"Il gruppo di lavoro istituito è sparito - sottolinea Attivamente in un comunicato -. Di un disegno di legge, nessuna traccia, solo vuoto e silenzio e continua, che valore ha la memoria della liberazione se non ci guida nel costruire oggi una società che protegge e valorizzi i diritti civili di tutti". Biotestamento, hospice per i malati terminali, una legge per inclusione lavorativa, e rispetto al mondo della scuola, garantire continuità didattica.
Sono queste alcune delle incompiute che l'associazione chiede a gran voce e auspica anche che la Repubblica abbia il coraggio di affrontare quanto prima il tema del fine vita, argomento che divide l'opinione pubblica in molti paesi, dal Canada all'Italia.
"Le associazioni sono molto preoccupate del fatto che certe aperture verso il suicidio assistito sono proprio per coprire una debolezza - conclude Tomassoni - un non agire, non garantendo così la vita indipendente. E' in corso in molti paesi europei, in queste ore, una fortissima battaglia. Naturalmente non è il caso di San Marino: sono convinto che non sarà questa la tendenza del nostro paese, però esiste questa tendenza, questi sono i rischi che noi dobbiamo assolutamente evitare".
Nel video l'intervista a Mirko Tomassoni, presidente Attiva-Mente