Strumento per fare cassa, dicono spesso i critici – specie chi si vede recapitare una multa -; pochi dubbi però sul fatto che gli autovelox contribuiscano ad abbassare il rischio di incidentalità, di fatto salvando vite. Pochi giorni fa la pubblicazione, sul sito del Ministero dei Trasporti, dell'elenco dei sistemi di rilevamento della velocità autorizzati: per la cronaca oltre 3.600. Passaggio chiave per garantire la piena legittimità d'uso degli strumenti censiti, evitando in teoria l'accumularsi di ricorsi. Problema che tuttavia parrebbe riproporsi, e a maggior ragione, per le multe elevate da autovelox – si parla di migliaia di apparecchi – non compresi nella lista. Spesso un problema di tempistiche, forse; di non rispetto della deadline fissata per il censimento nazionale. Secondo il Codacons la conseguenza sarebbe comunque la nullità delle contravvenzioni.
Nel Riminese i dispositivi rientrerebbero nella lista; forse, però, con l'eccezione di Coriano. In particolare i due apparecchi fissi lungo la superstrada per San Marino, in entrambe le direzioni. È ciò che riporta il Corriere Romagna; inclusa la reazione sorpresa del Sindaco. “Non riesco proprio a spiegarmi questa decisione”, avrebbe dichiarato Gianluca Ugolini; parlando dell'approvazione della Prefettura e dell'ok dell'Anas. Da qui la volontà di contattare il Ministero, per capire cosa sia accaduto. Paventate infatti ripercussioni sulla sicurezza stradale.
Citati i feedback del Primo Cittadino anche dal Resto del Carlino; in questo caso però il quadro parrebbe diverso. I “velox” sarebbero censiti, autorizzati e funzionanti; ma registrati con il codice degli apparecchi, e non con quello di ente o località. Occorrerà forse qualche giorno, per i necessari chiarimenti. Sullo sfondo, poi, il dibattito in corso, a livello nazionale, sulla distinzione tra “approvazione” ed “omologazione”; specie dopo una recente pronuncia della Cassazione.