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Azzurro: verso il distacco delle utenze, preoccupati gli esercenti che hanno "sempre pagato"

31 gen 2019
Roberto RaschiAzzurro: verso il distacco delle utenze, preoccupati gli esercenti che hanno "sempre pagato"
Azzurro: verso il distacco delle utenze, preoccupati gli esercenti che hanno "sempre pagato" - Nel servizio, l'intervista a <strong>Roberto Raschi </strong>del gruppo Ristorazione Raschi
Se non ci saranno novità, la sospensione delle forniture all'Azzurro da parte di Aass dovrebbe avvenire a breve. Dall'Azienda dei servizi fanno sapere che, al 30 gennaio, data ultima concessa per sistemare le cose, non sono arrivate le garanzie richieste. Quindi si procederà alla sospensione, salvo colpi di scena dell'ultimo minuto.

Ma in cosa consiste il problema? Quella delle utenze all'Azzurro è una questione aperta da anni e riguarda soprattutto la fornitura di elettricità per le parti comuni del centro commerciale. Il debito per i conti non pagati, al 30 ottobre 2018, ammontava a oltre 1 milione e 740 mila euro. L'Aass deve riscuotere queste somme dalla Sam. Invest srl: società che gestisce l'Azzurro in modo 'condominiale'. Fonti interne proprio alla Sam. Invest fanno sapere che a non pagare sarebbe una percentuale rilevante dei proprietari.

Negli ultimi mesi il cda dell'Azienda dei servizi ha deliberato sulla questione, sono state attuate proroghe e portati avanti contatti tra le parti per avviare, tra le altre cose, un piano di rientro. Un primo versamento di 40mila euro è stato fatto, informano dall'Aass, ma manca il piano con le garanzie.

Roberto Raschi, ristoratore, racconta di essersi trovato in questa situazione all'improvviso e di aver sempre pagato il dovuto. "L'Azzurro è un centro importante, da far ripartire", afferma. Anche dal supermercato Conad ribadiscono di essere in regola con i pagamenti e che non si trasferiranno. Nell'edificio hanno sede anche gli uffici Iss per le cure primarie, le vaccinazioni e le patenti e T-Pay.

Dall'Istituto di sicurezza sociale si sono attivati per essere pronti a spostarsi. Trasferimento che sarebbe comunque avvenuto entro il 9 marzo, all'interno dell'ospedale. L'Aass ribadisce di aver fatto il possibile, nel tempo, per venire incontro ai soggetti coinvolti. Ora si è in attesa di un eventuale stop alle forniture, con le incognite riguardanti l'accessibilità all'edificio (si pensi agli ascensori), la sicurezza e il futuro stesso delle attività ancora aperte.

mt

Nel servizio, l'intervista a Roberto Raschi del gruppo Ristorazione Raschi