Belgio, Puigdemont:"Non sono qui per l'asilo, è Madrid che vuole violenza"

Un esule nel cuore dell'Europa. Puigdemont dice di "Non chiedere asilo ma di non tornare senza garanzie"
E' a Bruxelles da ieri insieme ad alcuni ex ministri catalani (cinque o sette, a seconda delle fonti), probabilmente per sfuggire a un eventuale mandato di arresto nei suoi confronti.
«Parte del governo catalano si è spostata indefinitamente a Bruxelles per portare all’attenzione la crisi catalana nel cuore dell’Europa e la politicizzazione della giustizia spagnola». Ha detto smentendo che lui e gli altri ministri siano in Belgio per chiedere asilo politico, come era stato ipotizzato, ed ha spiegato che parte del governo è rimasta a Barcellona, dove continuerà a svolgere i suoi incarichi nonostante siano stati sospesi dal governo centrale spagnolo.
Puigdemont ha detto che non tornerà in Spagna finché non riceverà «garanzie» dal governo. Il governo catalano destituito, ha detto Puigdemont, continuerà a lavorare perché sia impossibile per il PP, il PSOE e Ciudadanos smantellare il progetto di indipendenza catalana.
Accettando la sfida del voto dice "Madrid rispetti i risultati'. L'Ue ribadisce come la posizione non cambi. Ci sono state nuove perquisizioni della Guardia
Civil spagnola nelle sedi dei Mossos d'Esquadra in diverse città. Il premier spagnolo Rajoy ha convocato un consiglio dei ministri straordinario.

VA

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