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Black out: si torna alla normalità

29 set 2003
Black out: si torna alla normalità
E’ tornato tutto alla normalità dopo il black-out che sabato notte ha colpito la Repubblica e tutta la penisola italiana. Oltre quattro ore di buio totale per il Titano. Numerose le chiamate a Polizia e Gendarmeria e qualche disagio per i cittadini sammarinesi. Tutto tranquillo all’Ospedale di Stato dove sono stati garantiti i servizi essenziali grazie a due generatori. San Marino ha assorbito il black out di domenica senza problemi. La luce è scomparsa alle 3,30 circa ed è ritornata in territorio verso le 7,45. L’allarme in territorio è stato dato dalla polizia civile. La maggior parte delle persone non si è neppure accorta di quanto stava succedendo. I gruppi elettotrogeni dell’ospedale di Stato, alimentati a nafta, sono entrati in funzione al primo calo di potenza, garantendo poi energia alla struttura fino alle 8 meno 10. Non ci sono stati problemi neppure per i pazienti esterni, che usufruiscono dei respiratori, alcuni dei quali hanno una certa autonomia. In territorio comunque non sono presenti casi così gravi da dover ricorrere ad apparecchiature biomedicali elettriche. In quelle 4 ore inoltre, non è entrata in funzione la sala operatoria; a venire alla luce, in pieno black out, è stato invece un bel bimbo. Una fortuna per il Direttore Sanitario che l’energia sia mancata proprio tra sabato e domenica. Il direttore dell’azienda dei servizi ha confermato invece che in Repubblica non ci sono state chiamate di emergenza; tutti hanno pensato a una normale interruzione della luce. Tra l’altro a quell’ora la richiesta in territorio era di 17 megavatt contro i normali 50 dei giorni lavorativi. E proprio il Titano e’ stato tra i primi in Italia ad essere illuminato; infatti essendo interconnesso alla rete italiana, appena l’elettricità è tornata nelle linee ad alta tensione dell’Emilia Romagna, la corrente ha raggiunto San Marino. Nessun problema neppure per l’erogazione dell’acqua; infatti alle 3,30 le pompe avevano già riempito i serbatoi e quindi l’acquedotto ha funzionato regolarmente.