Caccia la cinghiale, Rete: "Episodi simili non si ripetano"
Il movimento critica il Segretario di Stato Federico Pedini Amati: "Nel ricostruire i fatti Pedini non si sbilancia sull’accaduto, se non per rimarcare l’assenza in TV dell’altro sospettato e rallegrandosi che nessuno si sia in fondo fatto nulla"
Rete torna sulla battuta di caccia al cinghiale e chiede chiarezza dopo l'ammissione del Segretario di Stato Federico Pedini Amati: “Nel ricostruire i fatti – scrive Rete - Pedini non si sbilancia sull’accaduto, se non per rimarcare l’assenza in TV dell’altro sospettato e rallegrandosi che nessuno si sia in fondo fatto nulla”. Poi fa il pesce in barile dicendosi sinceramente sconcertato di come una vicenda banale come questa abbia “fatto alzare esageratamente i toni mediatici”.
Rete critica Pedini per la mancanza di responsabilità e mette in discussione la necessità e la modalità della battuta di caccia: “Una pratica già di per sé crudele – scrive il partito – che dai racconti dei presenti pare abbia assunto i connotati di una truculenta mattanza, sotto gli occhi attoniti dei bambini”. Rete auspica vengano presi provvedimenti contro i responsabili e che non si ripetano episodi simili in futuro.
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