L'allarme arriva da Coldiretti: dopo un gennaio con temperature quasi primaverili in diverse parti d'Italia che hanno favorito il risveglio anticipato delle piante, il ritorno del gelo sta bruciando le gemme mettendo a rischio i raccolti. Le alte temperature in periodo mediamente freddi – sottolinea Coldiretti – sconvolgono i normali cicli naturali da Nord a Sud. In Toscana e in Puglia mimose fiorite con settimane di anticipo, mentre in Sicilia si registra la stessa situazione sui mandorli. I dati del sevizio climatico europeo Copernicus hanno registrato una temperature di quasi un grado superiore alla media 1991 – 2020, oltre un grado e mezzo rispetto ai livelli preindustriali.
Quadro non favorevole anche per gli agricoltori sammarinesi che si trovano ogni anno ad affrontare nuove difficoltà. "Purtroppo non è una sorpresa - afferma Gianluca Giardi, presidente C.A.P.A e orticoltore - perché veniamo da diversi anni e inverni molto caldi, molto diversi rispetto a quello che è la media storica del periodo. Lavorare sotto il cielo come facciamo noi agricoltori è sempre più difficile. Questo gennaio non freddo purtroppo fa partire le piante prima del previsto, le api sentono il caldo e quindi escono, non si fermano, cosa che dovrebbero fare in inverno e poi ritorna il freddo quando è marzo o anche più avanti danneggiando considerevolmente l'agricoltura".
Clima che oltre a mettere in difficoltà i raccolti sta allontanando dal settore generazioni di agricoltori: "Paradossalmente - aggiunge Giardi - sta allontanando due generazioni perché quelli che sono grandi, in procinto di andare in pensione e riposarsi, anticipano perché comunque la stagione non aiuta e i raccolti sono sempre più difficili da ottenere. I giovani ugualmente se si devono approcciare a un mondo del genere, vedendo le tante difficoltà, ci pensano due volte".
Nel servizio l'intervista a Gianluca Giardi (Presidente C.A.P.A e orticoltore)