Nel Riminese cresce la preoccupazione per la presenza sempre più 'pressante' dei lupi, dopo l'ennesimo episodio di un cane azzannato nel giardino di un'abitazione e ucciso, appena oltre il confine con San Marino. A documentare tutto le telecamere di sorveglianza. I cittadini, sempre più allarmati, chiedono di intervenire. Ma non è così semplice: il lupo è protetto.
"Il lupo - spiega Pier Claudio Arrigoni, responsabile Attività faunistico-venatorie della Regione Emilia-Romagna per la provincia di Rimini - a livello europeo è stato declassato da 'rigorosamente protetto' a 'protetto'. A livello italiano questo cambiamento deve essere recepito, quindi qui il lupo è ancora 'particolarmente protetto'. Nel caso di predazioni di cani, rileviamo che i lupi sono attratti dalle crocchette che vengono lasciate, purtroppo, fuori casa. Le crocchette hanno degli additivi odorosi che i lupi percepiscono fino a due chilometri. Il lupo arriva per mangiare le crocchette, trova il cane e, se è di piccola taglia, rappresenta una buona preda".
La popolazione chiede di agire. Cosa fare, allora, se l'animale è protetto? "L'unica azione possibile - risponde Arrigoni - è la prevenzione". Per intervenire, spiega l'esperto, la legislazione nazionale dovrebbe essere adeguata. "Ma questo non basta - aggiunge - perché poi dovrà essere recepita dalle legislazioni regionali, attivati piani di controllo e, a quel punto, si potrà intervenire nella cattura e nell'abbattimento". Lo stato di conservazione dovrà essere comunque mantenuto. "Non esiste" che tutti i lupi vengano abbattuti: sarà fatto per quelli "problematici" che "entrano troppo in confidenza con gli umani".
Gli uffici competenti monitorano costantemente il territorio, in collaborazione con esperti come il naturalista Giampiero Semeraro. Studioso che ha contributo a fondare il gruppo “Sportello Lupo" (per contattarlo: sportelloluporn@gmail.com) per fare informazione sul tema. Dagli ultimi dati emerge un calo del numero di prede 'classiche' come i caprioli. E non ci sono evidenze su nuove cucciolate di lupi. Si ipotizza, quindi, che la loro riproduzione stia rallentando.
Dai cittadini anche il timore di eventuali attacchi a umani e, soprattutto, bambini. "Da un punto di vista scientifico - afferma Semeraro - non si è mai registrato un attacco di lupo ai bambini". Nelle situazioni quotidiane, basterebbe, poi, secondo l'esperto, "tenere il cane al guinzaglio e non lasciarlo libero durante le passeggiate. Se vedete un lupo, battete le mani, fate vedere che siete più alti. Se il cane è piccolo, prendetelo in braccio. Se è grande, tiratelo e fatelo avvicinare alle vostre gambe. Il lupo andrà per la sua strada".
Tema caldo anche a San Marino. Nelle scorse ore, via social, l'intervento del segretario al Turismo, Federico Pedini Amati, che esorta a realizzare un censimento sul Titano. Spiega di aver più volte avvistato lupi in Repubblica e invita a intervenire.
Nel servizio le interviste a Pier Claudio Arrigoni (responsabile Attività faunistico-venatorie Regione Emilia-Romagna per la provincia di Rimini) e Giampiero Semeraro (naturalista)