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Caso Simoncini, UDS solleva il nodo degli incarichi e chiama in causa Federcalcio e Milizie

L’Unione Donne Sammarinesi torna sulla vicenda dell’ex Capitano Reggente e pone il tema morale degli incarichi. Il nodo del ruolo nel Consiglio Federale FSGC e l’interrogativo sulla coerenza con le iniziative contro la violenza

8 set 2026
Caso Simoncini, UDS solleva il nodo degli incarichi e chiama in causa Federcalcio e Milizie

"Come può pensare la FSGC di essere credibile?" È una domanda destinata a far discutere quella che l’Unione Donne Sammarinesi mette nero su bianco nel suo ultimo comunicato, tornando sul caso dell’ex Capitano Reggente Giacomo Simoncini. Nel mirino di UDS, questa volta, ci sono gli incarichi che Simoncini continua a ricoprire nonostante la condanna penale definitiva e la successiva pronuncia del Sindacato della Reggenza. A partire dalla sua permanenza nel Consiglio Federale della Federcalcio, chiamata direttamente in causa dall’associazione per la distanza che UDS intravede tra le campagne contro la violenza di genere sostenute dalla Federazione e la presenza dell’ex Reggente nel suo organo direttivo.

Lo spunto arriva dalle notizie degli ultimi giorni su un possibile accordo tra Simoncini, l’Authority per le Pari Opportunità e l’Eccellentissima Camera per i risarcimenti dovuti nell’ambito del procedimento penale. L’associazione lamenta la scarsa attenzione pubblica seguita alla decisione, parlando in particolare di un "assordante silenzio della politica".

Il punto centrale del comunicato riguarda poi la Federcalcio. Simoncini, ricorda UDS, "è stato eletto nel gennaio 2025 nel Consiglio Federale della FSGC, quando era già intervenuta la sentenza penale di secondo grado, e continua a ricoprire l’incarico anche dopo la condanna definitiva e l’esito del Sindacato della Reggenza". UDS riconosce che le disposizioni inserite nello statuto federale in materia di contrasto alla violenza di genere e agli abusi sui minori riguardano casi specifici e non possono essere richiamate direttamente nella vicenda. Ma pone la questione su un piano diverso: quello della credibilità.

"Al di là delle norme – scrive l’associazione – viene spontaneo chiedersi come possa una Federazione con tale visibilità e importanza per il Paese continuare a tenere nel proprio organo direttivo Simoncini". Il riferimento è anche alle iniziative portate avanti dalla FSGC con le scuole e alla campagna “Quasi invisibile” per la prevenzione della violenza di genere. 

Il comunicato solleva infine un secondo tema. "A quanto ci è dato sapere - afferma UDS - Simoncini sarebbe anche membro della Compagnia Uniformata delle Milizie", circostanza che l’associazione considera ancora più delicata per il carattere istituzionale e rappresentativo del Corpo. La conclusione allarga nuovamente il discorso oltre il singolo caso. Per UDS il contrasto alla violenza di genere richiede anche "una presa di coscienza collettiva" che porti la società "a smettere di minimizzare e chiudere gli occhi davanti a fatti gravi che non possono cadere nel dimenticatoio".






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