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CEDU: "vittoria", a Strasburgo, per San Marino e la sua Corte per il trust

Soddisfatti, i vertici della Corte sammarinese per il trust, per una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. All'origine di tutto un ricorso presentato da un personaggio molto noto sul Titano: il conte Enrico Maria Pasquini

14 mag 2019
La sentenza Cedu
La sentenza Cedu

Procedimento importante, per la Repubblica, quello conclusosi il 2 maggio a Strasburgo, anche perché ha portato ad una verifica della rispondenza dei principi di rito - vigenti innanzi alla Corte sammarinese per il trust - ai diritti umani come sanciti dalla Convenzione Europea. Il risultato, in termini di credibilità internazionale, per il Titano, è positivo. A presentare ricorso – alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo – era stato il creatore della SMI. Il conte Enrico Maria Pasquini – dopo una lunga vicenda giudiziaria, iniziata in sede civile, che aveva portato ad un maxi-risarcimento a favore di un ex cliente della finanziaria - aveva infatti lamentato ripetute violazioni dell'articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. 3 – in particolare - le doglianze discusse dai Giudici di Strasburgo, fra i quali Gilberto Felici: già Commissario della Legge sul Titano. Pasquini, innanzitutto, riteneva violato il diritto ad un equo processo, e questo anche in ragione di un decreto delegato del 2013, che – nei procedimenti innanzi alla Corte per il trust – prevede che la parte soccombente, interessata ad appellare la sentenza di primo grado, debba prima chiedere relativa autorizzazione al Presidente della Corte sammarinese; mentre in caso di diniego l'istanza può essere reiterata innanzi al Giudice delle Appellazioni del Tribunale Unico. Ma il diritto ad accedere ai tribunali può essere soggetto a limitazioni non necessariamente contrastanti con la Convenzione europea, ha affermato la CEDU, che avrebbe pure espresso soddisfazione per i principi di efficacia e rapidità perseguiti dalla procedura sammarinese. Contestato, da Pasquini, anche il fatto che il Presidente della Corte per il trust possa affidare un procedimento ad un collegio composto da soli due giudici. L'organo giurisdizionale di Strasburgo, tuttavia, avrebbe ricordato che ciò non è espressamente proibito dalla legge sammarinese. Ugualmente respinta la lamentela relativa ai costi di accesso alla Corte per il trust.