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Centrale del latte: la verità di Edoardo Cignoli e Gianluca Paganelli

19 mag 2008
Centrale del latte
Centrale del latte
Il Caseificio San Leopoldo e La Lombarda si ripresenteranno al prossimo bando che emetterà il governo per trovare chi acquisirà la Centrale del latte. “Sarà una cordata ristrutturata – dicono Cignoli e Paganelli – con un nuovo gruppo molto interessante, e ci auguriamo vivamente che La Sociale e Titancoop, che hanno abbandonato perché spaventati da tutte queste chiacchiere, vogliano tornare a far parte del progetto”. I due annunciano anche iniziative legali e querele, “nel caso in cui questa vicenda dovesse ulteriormente degenerare”. Cosa è accaduto, dunque, che ha portato all’interruzione della trattativa per la privatizzazione? Secondo i due, è stata ordita una campagna diffamatoria, definita da Cignoli, che è anche rappresentante diplomatico di San Marino all’Onu di New York, alle dipendenze dell’ambasciatore Bodini, una operazione chirurgicamente orchestrata. Secondo Cignoli, l’avvocato Luigi Mazza, cognato del consigliere della Dc Giancarlo Venturini, avrebbe ordito il tutto per favorire la cordata concorrente, alla quale è legato. Cignoli e Paganelli avevano un mandato verbale che, secondo il codice civile italiano, non necessita di forma scritta per essere valido. Come consulenti tecnici si avvalevano della collaborazione di Antonio Carattoni e dell’avvocato Gianna Burgagni. Il problema si è venuto a creare quando due membri della Lombarda, ossia Inzoli e Locatelli, sono andati alla Dc per parlare della acquisizione: “Qualcuno ha messo loro pulci nell’orecchio – ha detto Cignoli – ed hanno temuto per la loro azienda. Sono bravissime persone, hanno solo comunicato ad Alessio Crippa, presidente del Cda San Leopoldo e Lombarda, che erano stati presi impegni finanziari. Cosa non vera – sottolinea Cignoli – ma al posto di Crippa avrei fatto lo stesso, ossia smentire tutto. La verità – conclude – è che non si è trattato di normale concorrenza tra candidati. Qualcuno ha deciso di mettere avanti i propri interessi personali al posto di quelli del Paese”. Interpellato in proposito, l’avvocato Luigi Mazza conferma di essere legato alla cordata C’è, in quanto socio, e si riserva di inviare comunicazioni ufficiali una volta conosciute meglio le dichiarazioni: “Vi sono però tre elementi fondamentali – fa presente – Alla trattativa la cordata C’è-ditta Tosi si presentava coi suoi rappresentanti legali, mentre dall’altra parte non si capisce chi c’era. Il gruppo C’è ha evidenziato i limiti del bando dichiarando espressamente che alle condizioni poste era impossibile accettare, tant’è vero che, caduta la proposta della Lombarda, non ha rivendicato nulla, quindi è assurdo parlare di complotto. Infine tutte le problematiche riferite al progetto Centrale del latte restano preminenti sul tavolo”.