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Centro storico: esposti al pubblico i progetti di riqualificazione

31 lug 2007
centro storico
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Per tutto agosto, e per i primi 15 giorni di settembre, i disegni dell’architetto Del Din e dell’ingegner Grassi sul nuovo centro storico saranno esposti in una mostra, a disposizione di tutti, operatori commerciali e cittadini, in modo che chiunque possa prenderne visione, vedere come diventerà il centro una volta che il piano particolareggiato ne avrà trasformato la fisionomia, ed anche dire la sua usando l’apposito questionario. Ogni singolo commerciante potrà vedere come cambierà la sua contrada ed avere una visione d’insieme. Il governo è quindi del tutto intenzionato ad andare avanti, confermano i segretari al Commercio Tito Masi, al Turismo Paride Andreoli e al Territorio Marino Riccardi: “La disponibilità a venire incontro alle diverse esigenze c’è – sottolinea Masi – ma non siamo disposti a stravolgere il progetto. Ad esempio sul caso vetrine: lasciarle così come sono oggi, lo abbiamo detto e lo ribadiamo, non è possibile. Il centro non può essere solo un grande bazar – aggiunge – ma un luogo da vivere, e dove anche i sammarinesi possano fare i loro acquisti. Perché solo i turisti dovrebbero comprare? Tra l’altro – evidenzia – abbiamo fatto domanda all’Unesco per inserire San Marino nella lista dei patrimoni dell’umanità. Senza riqualificazione, difficilmente la nostra richiesta sarebbe accettata”. I tre segretari hanno spiegato che ci sono due modi per modificare il piano, da qui all’approvazione in seconda lettura nella commissione urbanistica, che si riunirà a settembre. Il primo è presentare ricorsi individuali, che saranno esaminati direttamente dalla commissione, e la data ultima è la fine di agosto. Il secondo è trovare un punto d’incontro tra governo e associazioni di categoria, e in questo caso sarà l’esecutivo stesso a proporre le modifiche al piano. Gli incontri si terranno per tutto agosto. La speranza è che l’intesa sia raggiunta, con la reciproca soddisfazione di tutti, anche se, allo stato attuale, i commercianti sembrano piuttosto restii ad eliminare anche solo una parte delle loro vetrine esterne.