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Da cinque anni il nome di Roberto Ceccarelli, ucciso a Roma, era noto agli inquirenti sammarinesi

12 apr 2011
Il settore di collegamento era quello dell’autonoleggio. Ufficialmente il nome di Roberto Ceccarelli, 46 anni, ucciso venerdì sera a Roma davanti al teatro delle Vittorie, non compariva, ma era legato alla Avi Rent, società di Dogana, revocata dal congresso di Stato nel dicembre 2006. Non a caso alla Procura romana Ceccarelli era conosciuto come “il sammarinese”: per i suoi legami d’affari con la Repubblica, e perché aveva nella disponibilità auto di grossa cilindrata targate San Marino. L’Avi Rent era stata segnalata anche alla magistratura, per una storia di documenti contraffatti, presentati all’ufficio registro automezzi, coi quali un uomo aveva tentato di immatricolare una Ferrari. Da lì si era scoperto come la società di Dogana avesse noleggiato diverse auto di grossa cilindrata, mai più rientrate. Il settore dell’autonoleggio era considerato rischioso già dal ministro Visco, prima che da Tremonti. Il giro di vite iniziò nel 2006. Ceccarelli, per il cui omicidio sono state fermate due persone, un 70enne che si era autoaccusato e il nipote di 35 anni, era stato anche convocato a San Marino tempo fa in veste di testimone, ma non si era mai presentato: gli inquirenti ritenevano potesse fornire diverse informazioni utili. Ora ci si affiderà ad una rogatoria anche per far luce sui legami tra Ceccarelli e la megatruffa dei vip, visto che si ipotizza l’esistenza di conti correnti bancari sammarinesi.

Francesca Biliotti