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Congedo di paternità: la CSU, alla conferenza del Sindacato Europeo, rilancia l'impegno e punta ad un adeguamento alle raccomandazioni UE

L'obiettivo è introdurre, in Repubblica, un congedo di paternità di almeno 10 giorni retribuiti. La situazione negli altri Paesi europei

26 ott 2019
Foto @publicdomainpictures.net
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In molti lo ritengono il momento più importante della vita. Diventare padre, assistere al parto. Il problema è che attualmente, in Repubblica, non è previsto alcun tipo di congedo per i neo-papà, neppure per il giorno della nascita; e l'unica via praticabile – quando possibile – è richiedere giorni di ferie, per stare vicini alla propria compagna, nei primi giorni di vita del neonato. Con una recente istanza d'arengo, allora, sono stati chiesti passi avanti su questo tema. Non mancano peraltro esempi virtuosi in materia, come quello della Svezia. Ma il diritto al congedo di paternità – da non confondere con quello parentale - è consolidato anche in altri Paesi UE quali la Slovenia – con 30 giorni al 90% dello stipendio -; oppure la Romania e la Bulgaria, con 15 giorni. In Italia, al momento, sono 5. A stabilire standard minimi, da recepire entro 3 anni da parte di tutti gli Stati dell'Unione, ci ha pensato infine il Parlamento europeo, che nei mesi scorsi ha approvato in via definitiva la direttiva che introduce 10 giorni lavorativi di congedo di paternità obbligatorio, e due mesi di congedo parentale retribuiti. Tematiche – quelle dell'equilibrio tra vita professionale e vita privata - trattate anche in occasione della conferenza del Sindacato Europeo, tenutasi giovedì a Roma. Presente una delegazione tutta al femminile della CSU, composta da Cinzia Casali – CSDL -, e da 3 rappresentanti della CDLS: Angela Tamagnini, Francesca Guiducci e Milena Frulli. Quest'ultima – segretaria della Federazione Pubblico Impiego – è intervenuta nel corso dell'assise, facendo il punto sulla normativa in vigore sul Titano, e ricordando come – a causa della crisi di Governo – si sia interrotto il confronto con la Segreteria alla Sanità. Ma l'obiettivo – è stato sottolineato - resta quello di introdurre un congedo di paternità di almeno 10 giorni retribuiti, come raccomandato dall'UE. “Impegno - ha affermato la Frulli - che il sindacato è subito pronto a portare avanti con il nuovo governo che uscirà dalla tornata elettorale di dicembre”.