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Consiglio Giudiziario Plenario: conclusa la seduta prima della chiusura del comma sui ricorsi

Nel corso della due giorni la sospensione dalle proprie funzioni del Giudice Buriani. Dossier giustizia all'attenzione del Congresso di Stato; mentre RF punta il dito contro Maggioranza e Segretario di Stato

11 set 2020

Una due giorni caratterizzata da un dibattito intenso, a tratti aspro; e decisioni che presumibilmente incideranno in modo significativo sugli equilibri del Tribunale. Al momento della conclusione dei lavori – erano le 23.30 circa - pare fosse in corso l'esame del comma sui ricorsi. Il timore di esponenti delle Opposizioni era che, in questa occasione, si procedesse con la rimozione – tramite lo strumento dell'annullamento della nomina in autotutela – dei Giudici d'appello Morrone e Treggiari, e del Commissario della Legge Simoncini. Questione che sarebbe comunque rimasta in sospeso, vista la mancata chiusura del comma. Definito, invece, il giorno precedente, il cosiddetto “caso Buriani”, con la sospensione dalle proprie funzioni del Giudice.

E poi l'approvazione di un odg, che ha fatto proprio - “passandolo” al Congresso di Stato e all'Ufficio di Presidenza - il parere formulato dal Presidente emerito della Consulta Antonio Baldassarre, in merito all'effettività della Legge qualificata sulla composizione del Consiglio Giudiziario. Si attende ora che venga calendarizzato il prossimo incontro. La questione Giustizia è stata oggetto di attenzione, questa mattina, nel corso dei lavori del Congresso di Stato. I membri dell'Esecutivo hanno ripercorso gli accadimenti della settimana, e non appena verrà trasmesso il parere del costituzionalista si procederà con un approfondimento del testo.

Nel frattempo si registra un duro intervento di Repubblica Futura che parla di “Tribunale che sta ormai per esplodere” e giudici cacciati “per alzata di mano”. Dito puntato, innanzitutto, contro i “sette membri politici della Commissione Giustizia” che martedì avevano votato per l'azione di sindacato nei confronti di Buriani. Alla base di questa, si afferma in un comunicato, vi erano l'esposto di Catia Tomasetti – “votato in assemblea dei soci di BCSM da Roberto Ciavatta” -, e quello di Stefano Ercolani. Sottolineando come l'ex Presidente di Asset, e il Segretario di Stato, siano stati rinviati a giudizio proprio dal Commissario della Legge, che indagò anche sulla Presidente di Banca Centrale prima dell'archiviazione. Un “precedente pericolosissimo, per RF; che si interroga sulle possibili reazioni di organismi internazionali, come il Moneyval o il GRECO. Da qui un giudizio pesantemente negativo nei confronti del Segretario di Stato Ugolini che “davanti alla terra da ceci – si legge nella nota – rimane attonito e muto”.