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La Consulta sanitaria chiede una nuova governance all'Iss

8 giu 2016
Bianca CarusoLa Consulta sanitaria chiede una nuova governance all'Iss
La Consulta sanitaria chiede una nuova governance all'Iss - la Consulta punta il dito contro Comitato Esecutivo e Direttore Generale stigmatizzando le affermazi...
Questo sembra davvero l'ultimo atto della guerra che si è scatenata all'interno dell'Iss. Adesso la parola passa alla politica. Dopo la lettera in cui i medici ospedalieri “sfiduciano” il direttore generale e dopo la risposta del Comitato Esecutivo che invitava a non mischiare politica e problemi tecnici, arriva la durissima presa di posizione della Consulta sanitaria che chiede a Consiglio e Governo di ristrutturare tutta la governance dell'Istituto per la sicurezza sociale. Alla vigilia della Commissione consiliare sanità che domani vedrà protagonista il Segretario Mussoni, la Consulta punta il dito contro Comitato Esecutivo e Direttore Generale stigmatizzando le affermazioni rilasciate da Bianca Caruso relativamente a “ipotetici casi di malasanità”. La Consulta “non condivide questa forma di denuncia plateale. Qualora questi casi sussistano, vanno chiariti a priori e in collaborazione, prima di rilasciare dichiarazioni alla stampa che, rendendole di dominio pubblico, innescano fra i cittadini panico, disorientamento e sfiducia nel nostro sistema sanitario”. Forti perplessità anche sulla gestione dell'Iss da parte di un Comitato Esecutivo “formato da 3 Direttori che trasmettono la concreta impressione di essere in conflittualità tra loro e sui rapporti - definiti non ottimali - del Direttore generale con altre figure della realtà socio-sanitario dell'Istituto, quali i Dirigenti dei vari servizi e l'Authority sanitaria.” Segue un lungo elenco di contestazioni: il Comitato Esecutivo comunica alla Consulta i progetti che si intendono realizzare quando sono già in corso. La scarsa e fugace presenza alle sedute del Direttore Generale toglie la possibilità di chiarire argomenti di attualità. La Consulta denuncia di non aver potuto ancora esaminare budget, piano di investimenti, fabbisogno e piano del personale, per i quali il suo parere è richiesto per legge. Altro esempio eclatante, scrive, è la riforma della medicina di base. La Consulta aveva espresso parere favorevole, raccomandando la massima attenzione nella sua fase istitutiva. Il progetto è partito senza una sufficiente preparazione del personale e senza adeguata informazione agli utenti. Quando la popolazione era comunque entrata nel nuovo sistema, il progetto è stato stravolto e né la Consulta né i cittadini sono stati informati. Tutto ciò, ribadisce la nota, si è tradotto nel caos e in un significativo dispendio di risorse. Situazione disastrosa anche per il progetto di informatizzazione. Sarebbe interessante, rimarca la Consulta, conoscere la verità, sapere a quanto ammontava il budget iniziale previsto e quale sarà la spesa finale, ma soprattutto se saranno mantenute le promesse fatte.

Sonia Tura