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Corea del Nord: venti di guerra su Pyongyang

12 apr 2017
La portaerei <strong>Vinson</strong>Corea del Nord: venti di guerra su Pyongyang
Corea del Nord: venti di guerra su Pyongyang - Si teme una nuova azione unilaterale degli Stati Uniti, da tempo in rotta di collisione anche con la...
Con l'avvicinamento della squadra guidata dalla portaerei Vinson, alla penisola coreana, la tensione cresce a livelli mai visti, in questi ultimi anni. Difficile immaginare che Pyongyang possa astenersi da una rappresaglia, in caso di uno strike americano, del tipo di quello visto in Siria. A quel punto gli scenari sarebbero imprevedibili. La Cina prova a gettare acqua sul fuoco. Il Presidente Xi Jinping, in un colloquio telefonico con la Casa Bianca, ha detto che Pechino “richiede che si si risolva la questione attraverso il dialogo”. E non è mancato un monito a Kim Jong-Un, a cui è stato intimato di astenersi da ulteriori provocazioni, come un altro test nucleare. Ma il “nuovo” Trump – ormai convertito ad una agenda interventista di stampo Neocon – non sembra troppo convinto. “Stiamo inviando un'Armada, molto potente”, ha dichiarato ai microfoni di Fox Business Network; nel corso della stessa intervista ha definito Assad un “animale”; Vladimir Putin – ha aggiunto - sta dando il suo sostegno ad una persona diabolica. Tutto ciò mentre era in corso un incontro decisivo – a Mosca – tra Rex Tillerson e il ministro agli esteri russo. Al centro del confronto il dossier siriano, surriscaldatosi dopo l'azione unilaterale americana contro la base aerea di Shayrat. “Tra i nostri due Paesi permangono profonde differenze”, ha detto il Segretario di Stato americano, che ha auspicato tuttavia che la linea di comunicazione Washington-Mosca rimanga sempre aperta. Durissimo, invece, Lavrov: “l'attacco illegale alla Siria è molto preoccupante – ha dichiarato -. Le nostre politiche sono formulate esclusivamente sulla base del diritto internazionale e non sotto l'onda di motivi opportunistici o false scelte: con noi o contro di noi”. E pensare che – fino a una settimana fa – il tema di questo incontro sarebbe dovuto essere la lotta congiunta contro il terrorismo islamista, che – nel frattempo – continua a colpire. E' ritenuto un simpatizzante dell'ISIS, il 25enne iracheno accusato – dalle Autorità tedesche – dell'attacco al bus del Borussia Dortmund. Gli ordigni sarebbero stati comandati a distanza, avevano una capacità esplosiva di circa 100 metri e contenevano punte di metallo.