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Coronavirus a San Marino: nessun decesso, un guarito e 11 nuovi casi. Dall'Oms indicazioni sull'utilizzo delle mascherine

10 apr 2020
Coronavirus a San Marino: nessun decesso, un guarito e 11 nuovi casi. Dall'Oms indicazioni sull'utilizzo delle mascherine

Nessun decesso registrato nelle ultime 24 ore, un guarito e su 72 tamponi di ieri, 11 positivi. Questi i dati presentati oggi da Rinaldi in conferenza stampa.

Una conferma dei risultati che ci si aspetta con la modifica degli strumenti diagnostici. Prima si cercava una conferma ora anche gli asintomatici. Siamo usciti da una strategia puramente difensiva. Quando potremo fare altre indagini noi le faremo. Tra questi positivi anche gruppi familiari.

Ricoverati in 41, 6 meno di ieri, 14 in rianimazione e 27 in degenza, 219 gestiti a domicilio, in aumento. Anche a domicilio vengono garantite tutte le terapie per la malattia. Il numero dei ricoveri mostra un trend in diminuzione. Il problema non è però affatto risolto quindi restano valide le raccomandazioni essenziali soprattutto andando incontro a giorni in cui la tentazione di rivedersi è forte.

Le quarantene attive sono 446. Rinaldi sottolinea che è differente essere in quarantena o in isolamento domiciliare: chi è in isolamento ha una diagnosi ed è malato, le quarantene hanno avuto contatti con qualcuno di malato, ma non hanno una diagnosi.

Nel pomeriggio di ieri l'Oms ha redatto una guida ad interim sull'utilizzo delle mascherine. Definisce l'uso delle mascherine mediche e identifica i contesti nelle quali usarle nelle strutture sanitarie o a domicilio. In comunità l'Oms dice che non ci sono evidenze che indossare la mascherina possa prevenire l'infezione. Indossarla tra persone sane potrebbe ridurre il rischio se sie è in presenza di persone pre asintomatiche. Indossare la mascherina dà un seno di falsa sicurezza: bisogna lavarsi le mani, mantenere distanze e evitare gli assembramenti. Ma la mascherina se non viene cambiata o spostata sul viso non protegge davvero.

Rinaldi ha anche aggiornato sulla situazione del reparto di medicina. I pazienti positivi sono tutti in condizioni stabili e da oggi sono tornati in reparto anche gli altri pazienti che erano stati spostati in ortopedia.

In conferenza stampa oggi anche il dottor Romeo, responsabile della pediatria. Lo scorso 24 febbraio avevamo tenuto una riunione tra noi operatori per capire come muoverci in caso di infezione in base ai dati che venivano dalla Cina. Avevamo già capito che i bambini andavano gestiti a domicilio perchè la popolazione pediatrica è più resistente all'infezione. L'attenzione particolare va ai neonati nati da mamme positive al covid: ma abbiamo avuto già un caso e tutto è andato bene.

Il reparto di pediatria segue i minori delle famiglie poste in quarantena: sono 32 bambini di 21 famiglie. L'indicazione che Romeo dà alle famiglie è quella di tranquillizzare i figli e garantirgli che se ne verrà fuori bene. Se c'è qualche dubbio si può chiamare il servizio di pediatria.

La preoccupazione per un genitore positivo è quello di infettare i figli – puntualizza Romeo - e spesso si pensa a farli ospitare da nonni o zii. Ma i fragili sono gli anziani in questi tempi, non i più piccoli.

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