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Cosa successe il 28 luglio 1943 a San Marino

Dallo scioglimento del Consiglio Fascista alla nascita del Governo Provvisorio: la svolta storica della Repubblica.

28 lug 2025

Sono trascorsi 82 anni dalla caduta del regime fascista a San Marino. Il 27 luglio del 1943, due giorni dopo la deposizione di Benito Mussolini in Italia, un manifesto a firma dei Capitani Reggenti Marino Michelotti e Bartolomeo Manzoni Borghesi annunciava lo scioglimento del Partito Fascista Sammarinese.

Il giorno successivo si tenne un grande comizio. Migliaia di persone di ogni estrazione sociale provenienti da tutti Castelli della Repubblica riempirono il teatro Concordia di Borgo. Gente del popolo: artigiani, agricoltori, casalinghe, impiegati, uniti dallo spirito di libertà e nel nome delle conquiste ottenute nel 1906 dall’Arengo. Raggiunsero Palazzo Pubblico per chiedere alla Reggenza “lo scioglimento del Consiglio Fascista e l’istituzione di un Governo Provvisorio” in attesa di elezioni anticipate, che si tennero il 5 settembre. Richiesta che fu accolta a condizione che la transizione avvenisse senza degenerare in violenza, nella calma e nella moderazione.

Il pomeriggio di quello stesso giorno si tenne la prima seduta del Consiglio di Stato, che con la sua prima deliberazione portò il numero dei suoi componenti da venti a trenta. Finiva così il ventennio fascista, veniva ripristinata la democrazia. Sono passati 82 anni da quel giorno, e il 28 luglio – da allora -  ci ricorda che la libertà è un dono prezioso quanto fragile, da difendere giorno per giorno. 





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