Scarti agricoli trasformati in risorsa, tornando alla terra, come compost. Una pratica resiliente, vantaggiosa e in linea con gli obiettivi di sviluppo del settore primario sammarinese. “Il compostaggio – dice Giuliana Barulli – Direttore UGRAA - è una pratica strategica per un sistema agricolo sostenibile, perché consente di chiudere il ciclo dei nutrienti, trasformando materiali di scarto in risorse fertili per il suolo. Questo approccio riduce la necessità di fertilizzanti chimici, migliora la struttura e la fertilità del terreno e contribuisce alla riduzione degli scarti. Un esempio virtuoso è rappresentato dalla esperienza della Cooperativa Olivicoltori e del Consorzio Vini che, in collaborazione con l'Ugraa, hanno avviato il compostaggio della sansa di olive, che è il sottoprodotto del processo di estrazione dell'olio; con le bucette, i raspi dell'uva; unitamente al cippato delle potature. Questo materiale opportunamente trattato comporta notevoli vantaggi, specialmente in agricoltura biologica, per l'apporto di sostanza organica a costi di produzione contenuti, ovvero, un vantaggio per le Cooperative e per i 300 soci del settore agricolo".
Verso un modello a ciclo chiuso, ottimi i risultati, sul fronte della qualità, della sostenibilità anche economica, rispondendo al contempo alle direttive del settore. “Noi già dal 2023 – dice Flavio Benedettini, Presidente Associazione Olivicoltori Sammarinesi - abbiamo collaborato ad una sperimentazione con un'Università svizzera sul metodo innovativo di estrazione degli antiossidanti fenoli dalle acque di scarto dei frantoi; un conservante naturale da potersi usare nell'industria alimentare e nella cosmetica da uno scarto. Da alcuni anni stiamo utilizzando le sanse per arricchire la sostanza organica del terreno. Dal 2024, abbiamo fatto una cosa un po' più organizzata, seguendo tutte le regole del perfetto compostaggio e i risultati sono eccezionali. Anche la sostanza organica è utilissima, necessaria e obbligatoria nell'agricoltura biologica. Si parla addirittura che la Comunità Europea toglierà dal 2028 l'uso dell'urea ad esempio in Pianura Padana. Quindi, si andrà sempre più verso la necessità di compostati organici per i nostri terreni. Stiamo in quella direzione, i risultati sono ottimi e continuiamo”.
Nel video, le interviste a Giuliana Barulli – Direttore UGRAA e a Flavio Benedettini – Presidente Associazione Olivicoltori Sammarinesi