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Dipendenze: non solo droghe e alcol. Boom per gioco d’azzardo e smartphone

27mila le persone seguite in regione. Il dato è emerso durante la commissione Sanità presieduta da Giancarlo Muzzarelli. Attenzione a giovani "sempre più fragili".

di Monica Fabbri
18 mar 2026

27mila persone ogni anno si rivolgono, in Emilia Romagna, ai servizi sanitari per problemi di dipendenza. Accanto alle forme più tradizionali, come droghe e alcol – che restano prevalenti (56% e 36%) – stanno però emergendo con forza nuove dipendenze legate al gioco d’azzardo e al mondo social e digitale. Negli ultimi due anni, in particolare, i casi di ludopatia sono raddoppiati, mentre cresce anche il cosiddetto “gaming disorder” e l’uso problematico di social e smartphone, fenomeni che colpiscono soprattutto i più giovani.

Il dato, allarmante, è emerso durante la commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli. Di fronte a questo scenario in evoluzione, le istituzioni regionali sottolineano la necessità di rafforzare la rete dei servizi, puntare sulla prevenzione e sviluppare nuovi strumenti di intervento. Il problema incide anche sul piano sociale e della sicurezza, con il 30% dei detenuti coinvolti in reati legati alle dipendenze.

“Abbiamo bisogno di integrare sempre di più sanità e sociale, di integrare col terzo settore, abbiamo bisogno di lavorare con gli accreditati per costruire ancora speranza e opportunità, perché la nostra società ha bisogno dei nostri giovani, ha bisogno di averli vivi, forti in società per costruire insieme il cammino del nostro futuro pieno di grande umanità”, afferma il presidente della commissione Sanità Gian Carlo Muzzarelli. L’obiettivo è intercettare precocemente il disagio e affrontare un fenomeno sempre più complesso, che intreccia aspetti sanitari, sociali e culturali, con un’attenzione particolare alla salute mentale e alle nuove generazioni sempre più fragili, come dimostrano anche gli accessi in neuropsichiatria.

“Una commissione molto importante” – afferma il vicepesidente Nicola Marcello - “perché quando è stato anche recepito quello che io avevo suggerito all'inizio della legislatura, cioè si è abbassato il livello di età dei ragazzi che vanno presso i Ser.D.(Servizi per le Dipendenze), si è importato il piano per il fentanyl e soprattutto la formazione dei nuovi operatori che questa regione ha recepito grazie ai fondi del governo”.





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