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Disabilità, Tomassoni (Attiva-Mente): "Dagli organismi locali competenti al Consiglio d'Europa si è sempre saputo poco”

7 giu 2016
Disabilità, Tomassoni (Attiva-Mente): "Dagli organismi locali competenti al Consiglio d'Europa si è sempre saputo poco”
Disabilità, Tomassoni (Attiva-Mente): "Dagli organismi locali competenti al Consiglio d'Europa si è sempre saputo poco” - “Nulla su di noi senza di noi: non tutti a San Marino hanno capito il significato, il messaggio prec...
“Nulla su di noi senza di noi: non tutti a San Marino hanno capito il significato, il messaggio preciso di questo motto”. Parola di Mirko Tomassoni, che mette l'accento sull'importanza del coinvolgimento delle persone con disabilità, e delle associazioni che le rappresentano, nelle questioni che le riguardano da vicino. Se da un lato – ricorda - negli ultimi anni di passi in avanti ne sono stati fatti su diversi fronti , e con la Commissione Sammarinese per l'attuazione della Convenzione Onu sui diritti dei disabili la collaborazione risulta ormai un fatto consolidato, lo stesso non si può dire avvenga in altri ambiti istituzionali. E' il caso – precisa il presidente di Attiva-Mente – delle attività portate avanti dagli organismi sammarinesi competenti in materia di disabilità presso il Consiglio d'Europa, di cui si è sempre saputo poco o nulla”. Tomassoni entra nel dettaglio citando un corposo documento – Linee strategiche del Consiglio d'Europa sulla Disabilità 2017-2023 – che per la recente stesura ha potuto contare anche sul contributo di San Marino al pari degli altri Paesi membri. “Sarei felice di essere smentito – osserva – ma mi sembra che nessun diretto interessato sia stato chiamato in causa anche solo per esprimere un parere o suggerimenti in merito”. L'auspicio – conclude Tomassoni – è che in futuro informazioni di così alto interesse circolino in modo migliore sul territorio”. La partecipazione dunque come atto-principe della democrazia, capace di fare la differenza. Questo è il punto per Attiva-Mente: perché migliora in sostanza la qualità della vita delle persone con disabilità, le spinge all'emancipazione, “fa sentire a pieno titolo cittadini del mondo e non un ostacolo della storia”.