In tema di salute l'uguaglianza può generare disuguaglianze. Non è un paradosso ma un ribaltamento dei presupposti, che si basa su “un'errata concezione di uguaglianza tra uomo e donna”. Il Comitato Sammarinese di Bioetica, sempre fedele alla sua vocazione di tutela dei diritti dei più vulnerabili, punta i riflettori su forme di disparità e discriminazioni meno evidenti ma non per questo meno reali. Lo fa presentando il documento “bioetica e genere: diritto, salute e giustizia sociale”. Analizza le molteplici espressioni di disparità su pazienti, professioniste sanitarie, ricercatrici, derivanti dal mancato riconoscimento delle differenze biologiche tra i sessi. “Nell'equo accesso al diritto alla salute, considerare dal punto di vista biologico l'uomo e la donna, sesso maschile e sesso femminile uguali, vuol dire generare una discriminazione” – spiega la Presidente del Comitato Sammarinese di Bioetica Luisa Borgia. “E' uno dei pochi casi in cui la discriminazione non nasce da una differente concezione ma da una uguale concezione. Dobbiamo tornare a considerare che maschio e femmina, intesi come sesso biologico maschile e sesso biologico femminile, non sono uguali. E' solo a partire da questo che potremo avere delle terapie precise e adeguate per ciascuno dei due sessi”.
Nel documento viene esaminata la filiera del farmaco, che vede la ricerca biomedica concentrarsi su modelli sperimentali maschili. Ne deriva una maggior percentuale di reazioni avverse proprio nelle donne, escluse dagli studi. Sotto la lente anche il settore dei dispositivi medici, prodotti sull'anatomia dell'uomo. Focus, infine, sull'intelligenza artificiale, i cui algoritmi rischiano di perpetuare stereotipi e informazioni alterate. “Il nostro auspicio - conclude Borgia - è che si possa generare una catena virtuosa che parta dalla ricerca dei farmaci o dei dispositivi, che coinvolga ricercatrici donne, che tenga conto delle differenze biologiche. E che anche nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale si consideri che vanno inseriti algoritmi che prendano in considerazione la differenza, altrimenti l'intelligenza artificiale genererà informazioni viziate alla base, perché tengono conto non delle differenze ma di una errata eguaglianza”.