Qualunque decisione avrebbe comportato defezioni; questo era chiaro sin dalla vigilia. A ottobre, per la cronaca, il Cancelliere tedesco Merz aveva messo in chiaro che avrebbe appoggiato il ritiro di Berlino dalla 70esima edizione del contest, qualora Israele non fosse stata della partita. Dall'altra parte vari membri EBU – in mesi di roventi polemiche – avevano invece sollecitato l'esclusione; ponendo l'accento sulla tragedia di Gaza, oltre a sospetti su presunte manipolazioni del sistema di voto. In un clima così pesante e polarizzato la riunione di ieri dell'Unione Europea di Radiodiffusione. Un'ampia maggioranza ha infine convenuto di non mettere al voto la partecipazione dello Stato Ebraico; di fatto un via libera.
Storia di un terremoto annunciato; perché a quel punto i broadcaster di Irlanda, Olanda e Spagna – anche una delle cosiddette “big five”, dunque – hanno comunicato il boicottaggio della manifestazione prevista per maggio a Vienna. A stretto giro pure la radiotelevisione pubblica della Slovenia si è aggiunta nel dire no. Da vedere ora cosa succederà nei prossimi giorni.
La San Marino RTV aveva già chiarito da settembre la propria posizione: “il Titano – era stato rimarcato – non boicotterà l'Eurovision 2026 se Israele parteciperà alla competizione”. Sulla stessa linea la Francia; che ha confermato nelle scorse ore la presenza nella Capitale austriaca. Il Ministro degli Esteri Barrot si è piuttosto rallegrato del fatto che l'Eurovision – ha detto - “non abbia ceduto alle pressioni”. Sollevato il Presidente israeliano Herzog; ha dichiarato come il proprio Paese meriti “di essere rappresentato su ogni palcoscenico del Mondo”.
Ma la decisione presa a Ginevra potrebbe innescare un parziale effetto domino. Nuovi passi indietro potrebbero arrivare da Islanda, Finlandia, Svezia; che starebbero prendendo in considerazione il boicottaggio. Avrebbero avuto un impatto relativo, insomma, le lunghe consultazioni sulle nuove regole di voto per la prossima edizione. Tra queste una stretta per i televotanti: per l'edizione 2026 il numero massimo di voti, per metodo di pagamento, sarà a quanto pare ridotto da 20 a 10. Non stupisce quanto sta accadendo; trattandosi dell'evento non sportivo più seguito al Mondo, con riflessi che a volte prescindono la mera sfera artistica; sfociando nell'ambito della geopolitica e dei mutevoli equilibri internazionali.