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Esercitazione sisma virtuale sull'Appennino romagnolo

9 ott 2003
Esercitazione sisma virtuale sull'Appennino romagnolo
Prevista per sabato e domenica sull’Appennino romagnolo un’esercitazione nazionale con la simulazione di un sisma per testare la capacità di intervento del sistema nazionale e regionale di protezione civile. Un terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli, come quelli che colpirono Umbria e Marche o che fecero crollare la scuola di San Giuliano in Molise. Questa l’intensità del sisma virtuale che verrà simulato nel corso di un’esercitazione nazionale denominata “Forlivese 2003”. Una prova coordinata dal responsabile del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, in collaborazione con la divisione emiliano-romagnola, e concepita allo scopo di testare la reale capacità d’intervento delle varie unità di soccorso. L’epicentro sarà localizzato a Bagno di Romagna. 71 i comuni interessati tra Forlì-Cesena, Arezzo, Pesaro-Urbino, Firenze, Rimini e Ravenna. Per l’occasione verrà utilizzato un software, già sperimentato per altri fenomeni sismici, che offre indicazioni sulle conseguenze dell’evento ed elementi organizzativi sulle unità di uomini e mezzi da inviare a soccorso. Una esercitazione indubbiamente importante per valutare l’efficienza dei meccanismi di coordinamento fra i vari enti coinvolti ed in particolare Protezione civile, Vigili del Fuoco, enti regionali e provinciali, prefetture e le diverse amministrazioni comunali, nonché le associazioni di volontariato e le strutture sanitarie. La risposta della popolazione, chiamata a collaborare all’evento, è stata buona, anche perché nella zona sono frequenti scosse di terremoto, quindi d’obbligo una certa preparazione verso l’imprevedibilità di tali fenomeni. In ogni caso la popolazione non sarà direttamente coinvolta ma puntualmente informata sui fatti. Il via all’esercitazione è previsto per sabato proseguendo anche domenica, giornata in cui si avranno i dati sui danni forniti dal software. Tutti pronti, dunque, ad affrontare, anche se in maniera virtuale, una simile situazione di emergenza, sperando comunque di non dover mai confrontare la finzione con una reale catastrofe di tale entità.