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Federico Bigi, trent'anni dopo: il ricordo di un gigante silenzioso

Tre decenni fa San Marino perdeva uno degli uomini che più hanno plasmato la Repubblica moderna. Un costruttore paziente, un diplomatico raffinato, un patriota discreto. Il Pdcs lo ricorda "con gratitudine e orgoglio"

di Monica Fabbri
24 apr 2026
Federico Bigi, ex Segretario di Stato agli Affari Esteri e fondatore della Democrazia Cristiana sammarineseFederico Bigi, ex Segretario di Stato agli Affari Esteri e fondatore della Democrazia Cristiana sammarinese
Federico Bigi, ex Segretario di Stato agli Affari Esteri e fondatore della Democrazia Cristiana sammarinese

Quello di Federico Bigi è il ricordo di un gigante silenzioso: lasciò il segno sussurrando, con la fermezza di chi sa che il lavoro che conta si fa lontano dai riflettori, mattone dopo mattone, nel silenzio della diplomazia e della dedizione.

Fondatore della Democrazia Cristiana Sammarinese nel 1948, protagonista dei cruciali fatti di Rovereta nel 1957, Segretario di Stato per gli Affari Esteri per quindici anni: Bigi fu, più di chiunque altro, l'architetto della San Marino moderna. Colui che trasformò una piccola Repubblica in uno Stato capace di sedersi con dignità ai tavoli internazionali. Il suo capolavoro porta la data del 1971: un accordo con l'Italia — firmato con Aldo Moro — che non era burocrazia, ma una dichiarazione d'identità.

Superando la vecchia formula dell'"amicizia protettrice", San Marino affermò un rapporto tra pari, fondato sulla sovranità, sul buon vicinato e sulla cooperazione. Né subalterna né isolata. Sovrana. Un principio che oggi risuona con forza nel percorso di associazione all'Unione Europea: quel lungo e delicato cammino che San Marino sta compiendo senza dover rinunciare a se stessa. Un equilibrio sottile — tra appartenenza e identità — che Bigi aveva intuito e praticato decenni prima, quando l'Europa unita era ancora un sogno lontano.

Ma Bigi non si fermava alla politica estera. Uomo di cultura e intellettuale raffinato, amò profondamente la scuola sammarinese, guidò il liceo con dedizione quasi paterna, convinto che la vera crescita di un popolo parta dai banchi di scuola. Fondò il Comitato Olimpico Nazionale e sedette infine come giudice alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Il PDCS, di cui fu protagonista nella fase fondativa, e il Segretario di Stato Lonfernini ne ricordano oggi con gratitudine non solo lo statista, ma l'uomo: sobrio, preparato, guidato da un amore per la Patria che traspariva in ogni azione. Un esempio, auspicano entrambi, da consegnare vivo alle nuove generazioni, affinché sappiano che anche una sola persona, animata da ideali puri e da senso del dovere, può cambiare il destino di una nazione. Trent'anni dopo, la sua eredità non ha perso un grammo del suo peso. Ogni volta che San Marino rivendica la propria sovranità, ogni volta che un atleta sammarinese sfila sotto la propria bandiera, in quel momento c'è qualcosa di Federico Bigi. Il Titano non dimentica chi lo ha reso grande, anche quando lo ha fatto in silenzio.

Leggi il comunicato stampa del PDCS
Leggi il comunicato stampa del Segretario di Stato per la Cultura e Istruzione, Teodoro Lonfernini 





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