In attesa dei numeri ufficiali, le associazioni di categoria sammarinesi fanno un primo bilancio dei giorni di festa, segnati – purtroppo – dal maltempo dell'Epifania che ha inciso sulle presenze in Repubblica. Al netto delle disdette, i commenti sono comunque positivi, con risultati che paiono in linea con gli scorsi anni. Il Natale del 2024, si ricorderà, era stato da record per il Titano, con oltre 150.000 presenze, circa il 6% in più rispetto all'anno precedente.
A fare da traino – ancora una volta - il Natale delle Meraviglie, punto di riferimento delle famiglie, con i suoi spettacoli, mercatini e la pista di pattinaggio. Tanto che il Congresso di Stato, sentito il riferimento del Segretario al Turismo, ha deciso di prorogare l'intrattenimento alla Cava dei Balestrieri fino al 5 marzo.
Guardando al periodo natalizio targato 2025, il Presidente di Usot Mario Liotta appare soddisfatto, parla di riscontri positivi soprattutto per i ristoranti “storici” che si sono avvalsi – dice - del favore della clientela locale. Non male neanche l'andamento per le attività di ristorazione del centro storico. In riferimento agli hotel si registra – rileva - un calo a Natale. Benissimo invece, a livello di prenotazioni, l'ultimo dell'anno. È andata peggio per il ponte dell'Epifania, a causa del meteo avverso e per quello che definisce “terrorismo mediatico” che ha portato a molte disdette. “Nel settore hotellerie, in generale, si è registrato – afferma - un calo tangibile del 20%. Nel complesso – aggiunge - è stato comunque un periodo positivo, anche se il meteo non ci ha aiutato”.
In linea il Direttore di Osla Michele Andreini: “Il riscontro che abbiamo avuto è che l'iniziativa sia stata molto simile a quella degli anni scorsi, così come il risultato. Gli ultimi giorni sono stati un po' in flessione ma ovviamente ciò è stato determinato dal maltempo”. Gli associati hanno comunque riferito un andamento positivo.
“Quando c'è stato bel tempo la gente non è mancata in centro storico”, conferma la Presidente di Usc Marina Urbinati. Ma a livello commerciale – aggiunge – non significa maggiori acquisti. Non è più come 20 anni fa. È diminuita la capacità di spesa. È ormai una realtà”, con cui i commercianti devono fare i conti.