Sollecitano l'apertura di un dibattito con tutte le componenti della società; chiedono confronto allargato su un tema delicato, dalle molteplici implicazioni. Dalle Associazioni Laicali una serie di riflessioni partendo da un appello generale a “compiere gli approfondimenti necessari – commentano - per far sì che la legge che dovesse uscire dall'Aula possa essere la migliore possibile, per garantire ad ogni persona di vivere in dignità fino all'ultimo momento”. Nel riconoscere alla struttura ospedaliera di San Marino la capacità di guardare con attenzione e umanità al malato, ricordano, in primo luogo, che “il consenso informato esiste già per qualsiasi trattamento, così come esistono le cure palliative messe a disposizione dall'ISS gratuitamente”.
Entrano così nello specifico del progetto di legge, di recente deposito, elaborato dal Movimento RETE su “Testamento Biologico e Dignità del Fine Vita”, muovendo una serie di rilievi. “Più che interessarsi a migliorare l'assistenza sanitaria – scrivono – ci si concentra su come ottenere la morte anticipata, facendo leva su presunte volontà e libertà, anche in condizioni ove libertà e volontà sono fortemente compromesse”. Critiche, ancora, al concetto di accanimento terapeutico che – dicono – il progetto di legge “amplia di molto e crea confusione”, così come precisano che “alimentazione e idratazione sono un sostegno vitale, non terapie”. Nella proposta di Rete leggono poi il rischio di vedere cancellata “la collaborazione autentica tra medico e paziente”, facendo saltare l'alleanza terapeutica sotto il principio dell'autodeterminazione della persona e riducendo il medico a “semplice notaio che indica in cartella il rifiuto del trattamento, anche privo di motivazioni”. La legge - rilevano ancora le Associazioni - prevede “come far morire anticipatamente anche gli incapaci e i bambini – che vanno invece protetti nella loro fragilità, perché non hanno la possibilità di esprimere una volontà valida”. Infine, bollano il progetto di “posizione antiscientifica”, laddove “le disposizioni anticipate di trattamento sono volontà che andranno attuate in un momento futuro, quando il progresso della scienza – concludono - potrebbe aver mutato il quadro ipotizzato”.