Fra social e bugie, complottismo e libertà di espressione. "Perché mai dovremmo fidarci di politici, industriali e giornalisti?" Questa domanda è uno dei punti di partenza nell'incontro organizzato dall'Università di San Marino nella sede dell'Antico Monastero Santa Chiara. A porla la sociologa Elissa Lello nella prefazione del libro di Matthieu Amiech "L'industria del complottismo - social network, menzogne di Stato e distruzione del vivente", che affronta il tema con il collega Luca Gorgolini, docente sul Titano. Il problema non è l'ignoranza o la sfiducia, secondo Elisa Lello, ma la democratizzazione dell'accesso alla conoscenza scientifica: "Non significa annullare la distinzione tra scienziati esperti e cittadini comuni -spiega -, ma, come sostengono diversi filoni di ricerca in diversi ambiti, si tratta invece di trovare i canali attraverso i quali si possa attuare un confronto tra esperti e non esperti, perché le innovazioni tecno-scientifiche ricadono sulla vita di tutti noi. E quindi è giusto che i cittadini e le cittadine comuni abbiano la possibilità di esprimersi riguardo a questioni che dovrebbero essere aperte a un confronto democratico".