#fridaysforfuture, i giovani vogliono salvare il mondo

10 feb 2019
Fridaysforfuture Italia
Fridaysforfuture Italia
Il dado è tratto. Sempre più persone e associazioni si stanno unendo nei “Fridays for future”, un'iniziativa internazionale per chiedere ai governi di impegnarsi di più contro il cambiamento climatico. Ad accendere la scintilla è stata Greta Thunberg, giovanissima svedese che dal 20 agosto ha manifestato ogni venerdì di fronte al Parlamento svedese. Alla protesta si sono poi uniti migliaia di studenti in tutti il mondo che, per sensibilizzare i relativi governi, si sono organizzati in marce in cui campeggiavano canti e cartelloni per sollecitare una cambio di marcia sostanziale nelle politiche climatiche.

Dalle scuole si è poi passati alla società civile. Anche l'ultimo venerdì, in Italia, diverse piazze si sono gremite di cittadini preoccupati per le cause antropiche dell'attuale cambiamento climatico. Facebook e Instagram sono i mezzi maggiormente utilizzati dai vari comitati per invitare il maggior numero possibile di persone a farsi sentire. “Ecco perché protestiamo anziché studiare! Gli scienziati ci dicono già da anni che l’umanità deve smettere di crescere perché anche la Terra ha dei limiti. Perché li ascoltiamo quando ci dicono che possono darci le più avanzate tecnologie ma non lo facciamo quando ci chiedono di pensare al futuro?”, è quanto scrivono sull’account Instagram di Fridaysforfuture Italia.

Una preoccupazione legittimata dai dati: dopo l'Accordo di Parigi sul clima, le emissioni mondiali di gas serra sono aumentate, mentre i governi nazionali non hanno ancora messo in atto misure decise per contenere l'aumento delle temperature al di sotto dei 2°C. E più il tempo passa, più l'obiettivo appare irraggiungibile. Ritardi che i manifestanti ritengono “non più giustificabili”, visto che migliaia di scienziati e climatologi sparsi su tutto il globo hanno diffuso dati inoppugnabili sull'andamento del clima.

Ritardi e mancate decisioni che ricadranno sulle spalle (e la salute) dei più giovani. Sono infatti loro i primi a farsi carico del problema e delle soluzioni, in attesa di un coinvolgimento generalizzato della società (governi, imprese, lavoratori). Gli studenti che decidono di aderire a "Fridays for future" sono consapevoli di far parte della prima generazione a vivere sulla loro pelle gli effetti del riscaldamento globale e di essere probabilmente l’ultima a poter fare qualcosa di concreto per salvare il clima del Pianeta.

fm