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Giornata internazionale contro l'abuso e il traffico illecito di stupefacenti

26 giu 2008
"Striscie" di cocaina
"Striscie" di cocaina
“La lotta alla droga è una responsabilità comune nella quale siamo tutti chiamati a svolgere un ruolo”. Così il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon nel messaggio indirizzato in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di sostanze stupefacenti. Dieci anni fa le Nazioni Unite avviarono un energico programma d’azione per ridurre sia l’offerta, sia la domanda di droga. “Stati – dichiara Ban Ki-Moon – che, caratterizzati da deboli sistema di giustizia penale e limitati strumenti legislativi, hanno bisogno di assistenza per ridurre il livello di traffico illecito di droga che diffonde criminalità, corruzione e instabilità”. La strategia di offrire ai contadini afghani e dell’America Latina alternative sostenibili alla coltivazione dell’oppio o della coca, non ha ancora dato i risultati sperati. Intanto il consumo massivo di stupefacenti accomuna le economie ricche, povere e in fase di boom: 2,3 milioni i consumatori di droga cinesi. In Italia è in aumento – ma non tra i giovanissimi – il consumo di cannabis: 14 italiani su mille la fumano tutti i giorni; uno su mille usa frequentemente cocaina ed uno eroina. Nel 2007, 589 i decessi per overdose, contro i 551 del 2006. La scuola – secondo il rapporto – è il luogo dove i ragazzi riescono più facilmente a procacciarsi la droga. L’85% degli italiani è contrario all’uso di sostanze illegali.
Capitolo San Marino. “La situazione – ci spiega il dottor Francesco Berti, esperto in tossicodipendenze – è simile e sovrapponibile a quella italiana”. 140 i casi attivi trattati dal servizio neuropsichiatrico, compresi i soggetti con problemi di alcool e dipendenza da gioco. La fascia d’età più a rischio è quella dai 16 ai 40 anni, anche se i primi contatti con la droga avvengono in fase pre-adolescenziale e in maniera combinata con l’alcool. “I danni provocati in soggetti giovani – sottolinea Berti – sono ancora più gravi perché non hanno un personalità formata”. Molto più probabile quindi l’insorgenza di disturbi psichiatrici. Berti lancia anche l’allarme “skunk”: un tipo di marijuana che sta prendendo piede e contiene un’altissima percentuale di principio attivo THC. “Del tutto fuori luogo – commenta – classificarla come droga leggera”.