“Prima lo sai, meglio puoi agire”. E' il messaggio scelto per il 2026, che la Segreteria per la Sanità e l'ISS fanno proprio, richiamando il valore della diagnosi precoce, della presa in carico del paziente e del sostegno a famiglie e caregiver. Demenza: una delle principali sfide sanitarie e sociali con un rilievo crescente anche a San Marino. Sono 627 pazienti i con disturbi neurocognitivi; 455 con ferme lieve e una sostanziale autonomia (età media 79 anni), 172 con un qudra più avanzato (età media 82 anni) che limita l'autonomia nel quotidiano.
“Noi dobbiamo cercare di arrivare prima – dice Direttore Generale dell'ISS, Claudio Vagnini - quindi in condizioni in cui si può cominciare a fare anche qualche cosa per aiutare la persona prima che la malattia degeneri. E dobbiamo farlo utilizzando quelli che sono i nostri professionisti. Noi qua abbiamo neurologi, geriatri, esperti, strutture intermedie, persone dell'assistenza domiciliare che hanno competenze specifiche nella gestione delle demenze”.
Occhi puntati sul sistema sanitario sammarinese, che per caratteristiche del territorio e vicinanza tra servizi e cittadini, favorisce un accesso tempestivo alla valutazione specialistica e una maggiore integrazione tra ambiti coinvolti, senza dimenticare il ruolo delle Associazioni come ASSPIC. “Diagnosi precoce – prosegue Vagnini – non solo come atto clinico, ma primo passo per non affrontare da soli un percorso complesso. Qui si sta lavorando proprio per fare in modo che le persone con malattie di questo genere non si chiudano dentro i loro ambiti familiari, perché questo è veramente il peggio. Quindi, creiamo le condizioni perché le persone stiano fuori. Facciamo anche la pet-therapy, qui dentro il Reparto di Neurologia, proprio perché si è facilitato l'approccio nei momenti in cui ci sono le visite di controllo. Certo che un percorso completo e serio dovrà anche comunque considerare i caregivers e visto che è appena uscita la nuova legge sulla famiglia, io credo che questo sia un fattore di maggiore tranquillità per la popolazione”.
Il Segretario per la Sanità, Massimo Andrea Ugolini, ricorda proprio il percorso legislativo per il riconoscimento del caregiver “che evidenzia – dice – il lavoro di lavoro di cura svolto nelle famiglie”, nell'obiettivo di “rafforzare un sistema capace di sostenere, insieme, pazienti e familiari”.
Nel video, l'intervista di Monica Fabbri al Direttore Generale dell'ISS, Claudio Vagnini