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Giornata vittime Covid, CDLS: “Lavoriamo per una sanità che migliori la qualità della vita di tutti”

di Monica Fabbri
18 mar 2026

Le immagini della lunga colonna di mezzi militari che sfilano nella notte a Bergamo, carichi di bare, sono impresse a fuoco nella memoria collettiva e raccontano più di ogni altra la tragedia della pandemia. Era il 18 marzo 2020. Sono trascorsi sei anni da allora, e la giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid ci chiede di non dimenticare chi se n'è andato solo. Dietro ai numeri ci sono volti, storie, affetti spezzati. Ci sono mani che non si sono potute stringere, addii mai pronunciati, vite interrotte troppo presto.

Eppure, in quel buio profondo, è emersa anche una straordinaria luce: quella di medici, infermieri, operatori sanitari e volontari che hanno lottato ogni giorno, spesso oltre ogni limite, per salvare altre vite. Ricordare oggi significa dare dignità a chi non c’è più, ma anche custodire ciò che quella tragedia ci ha insegnato: il valore della fragilità, l’importanza della solidarietà, il bisogno di sentirsi comunità.

Anche San Marino ha pagato un prezzo altissimo, in vetta ai Paesi Europei per tasso di mortalità. La CDLS ricorda le numerose vittime sammarinesi e rende omaggio al personale sanitario per l’impegno e il senso di responsabilità dimostrati durante l’emergenza. La memoria deve parlare anche all'oggi: ecco quindi che il sindacato sottolinea l’importanza di una sanità pubblica universale e gratuita, fondata sulla centralità della persona e sull’assistenza ai più deboli e fragili. Invita a guardare al futuro impegnandosi su umanizzazione delle cure, riduzione delle liste d’attesa, tutela dei professionisti sanitari, “per migliorare la qualità della vita di tutti”.





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