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Giorno del Ricordo: Mattarella, “l'orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”

Alto, oggi, il richiamo del Presidente della Repubblica. Per San Marino "l’impegno ad agire con ogni strumento affinché certi episodi non abbiano a ripetersi"

10 feb 2021

10 febbraio: un giorno per onorare il diritto alla memoria di quei tanti italiani che più di altri subirono le conseguenze dell'occupazione fascista nei Balcani. L'epopea tragica degli esuli dell'Istria, di Fiume, della Venezia Giulia e della Dalmazia; e soprattutto l'orrore delle foibe: cavità naturali dove i partigiani jugoslavi gettarono – si stima - quasi 10.000 persone, pure a guerra finita. Senonché – dopo decenni di silenzio - troppe volte il “Giorno del Ricordo” è stato accompagnato da polemiche politiche, strumentalizzazioni, revisionismi. Alto, allora, oggi, il richiamo del Presidente della Repubblica. “L'orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze”, ha dichiarato Mattarella, che tornando ai lutti e alle sofferenze patite dalle genti del confine orientale, ha sottolineato come non possano essere negate. Presenti, a Montecitorio, per le celebrazioni, anche i Presidenti di Camera e Senato. Anche San Marino – nel 2007, con un ordine del giorno - aveva istituito questa ricorrenza. Memoria che si è però progressivamente sbiadita.



C'è anche San Marino per voce del Segretario agli Esteri: “Ci uniamo a tale commemorazione non solo nel doveroso ricordo di tragici fatti storici relativamente recenti, che hanno coinvolto territori tradizionalmente vicini alla Repubblica, come la Dalmazia, separati da noi solamente da un lembo di mare Adriatico, ma anche nella forte consapevolezza di dover portare avanti quotidianamente la lotta contro ogni violazione dei diritti umani", dice Luca Beccari. "A fronte di ogni ricordo di eventi che hanno segnato la storia deve esserci l’impegno ad agire con ogni strumento affinché certi episodi non abbiano a ripetersi e affinché vengano mobilitate le scuole, le istituzioni e la società civile al fine di instillare una vera e propria cultura della pace che permei la coscienza dei nostri cittadini”.


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