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Giustizia: istruttoria penale, la vera emergenza secondo l’ordine degli avvocati e dei notai

31 ago 2007
Tribunale
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E’ un dito che resta puntato sulle emergenze della giustizia quello dell’ordine degli avvocati e notai: "Il sistema va modificato, senza ulteriori perdite di tempo, la classe politica deve dimostrare la necessaria sensibilità e recuperare il terreno perduto. A tutela dei cittadini urgono provvedimenti che sappiano assicurare le garanzie fondamentali, consentire di esercitare il diritto alla difesa, conoscere tutti i passaggi dei provvedimenti a proprio carico. Oggi così non è".
Il segreto istruttorio, che copre il lavoro della magistratura proteggendolo da fughe di notizie e dalla inopportuna divulgazione di dettagli che devono restare riservati, di fatto però sta penalizzando proprio chi dovrebbe proteggere, cioè l’indagato. Lo sostengono con forza gli avvocati sammarinesi, che lamentano l’oblìo di centinaia e centinaia di processi. "Il segreto istruttorio – tuonano – viene usato contro gli indagati, anche se innocenti, ma viene violato passando notizie riservate ai giornali. Un atto d’accusa pesante che si aggiunge alla contestazione della pratica giudiziaria quotidiana, dove il giudice – proseguono gli avvocati – svolge la fase istruttoria senza limiti di tempo e senza che indagato e vittima del reato siano messi a conoscenza di quanto avviene, impedendo, di fatto, un corretto esercizio del diritto alla difesa".
Il guardasigilli, Ivan Foschi, condivide le preoccupazioni e ricorda che la legge sul giusto processo è in dirittura d’arrivo, a settembre vedrà avviato il suo iter parlamentare. “Sarà questo – sottolinea – o strumento in grado di dare le risposte tanto attese. Il provvedimento prevede una durata massima per l’istruttoria, i termini per la pubblicità dei fascicoli e scandisce i tempi dei vari passaggi giudiziari, dall’istruttoria al dibattimento”.
"Un passo avanti significativo – commenta l’avvocato Gloria Giardi, in rappresentanza dell’ordine – ma non è tutto. Certo è la dimostrazione della buona volontà della politica di affrontare il problema ma non basta. Aspettiamo da 20 anni un nuovo codice di procedura penale ma la classe politica non è stata in grado di adottarlo. Questo intervento va a modificare sensibilmente la fase istruttoria, affronta cioè una prima emergenza, per le altre si dovrà lavorare con decisione. Abbiamo – aggiunge l’avvocato Gloria Giardi – una lista ben nutrita, ci aspettiamo che le forze politiche dimostrino la necessaria sensibilità. Intanto – aggiunge l’esponente dell’ordine degli avvocati e notai – staremo a vedere come affronteranno questo passaggio, cosa uscirà dall’aula consiliare visto che non tutti i partiti lo hanno condiviso. Noi – conclude – confermiamo tutta la nostra disponibilità a collaborare per adeguare la nostra giustizia”.