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Guerra Libia: difficile la via d’uscita

20 mar 2011
Per il comandante militare statunitense, l'ammiraglio Mike Mullen, i primi attacchi aerei hanno fatto registrare significativi passi avanti contro le forze di Gheddafi, stabilendo una effettiva no-fly zone su mandato Onu. Ora viene il difficile. Gli analisti sottolineano che una volta limitata la potenza aerea e distrutti gli obiettivi facili, il potere che Gheddafi ha potuto costruire in oltre 40 anni di governo potrebbe dimostrarsi molto più resistente di quanto in tanti sperano. Nel frattempo si allarga la coalizione e il numero di mezzi a disposizione per l'operazione l’Alba dell’Odissea: sui cieli libici transiteranno anche aerei militari del Qatar, i primi di una nazione araba. E l’Italia, ha annunciato il Ministro della difesa Ignazio La Russa, ha messo a disposizione 8 Tornado, in aggiunta alle 7 basi sul proprio territorio. Dopo i raid aerei della notte su Tripoli, in giornata si sono susseguiti attacchi dal cielo e dal mare per costringere Gheddafi al cessate il fuoco. Ma il colonnello, in un nuovo messaggio trasmesso dalla tv di Stato, ha fatto sapere che il popolo libico è pronto ad una lunga guerra. Le truppe di Gheddafi avrebbero riconquistato la città di Misurata in mano ai ribelli e uomini del Raìs, a bordo di imbarcazioni, avrebbero bloccato il porto. Nelle ultime ore cominciano a emergere le prime stime su morti e feriti. Fonti sanitarie locali, parlano di più di 90 persone decedute negli scontri a fuoco di sabato a Bengasi. Secondo un bilancio provvisorio fornito invece dal regime le vittime sarebbero almeno 64. I feriti 150. Ai raid partecipano Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Italia e Canada non hanno ancora preso parte attivamente agli attacchi. Sul fronte della diplomazia internazionale, il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha chiesto lo stop immediato di tutte le ostilità. Mosca ha chiesto a Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti di sospendere l'uso non selettivo della forza contro la Libia. Ha duramente criticato i raid aerei anche la Lega Araba. Sono andati oltre il loro obiettivo, dichiara, che era di imporre una non fly zone.

s.t.